La parola del Papa
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I monasteri, sorgenti di misericordia

Giovedì 8 settembre Papa Francesco ha ricevuto gli Abati benedettini convenuti a Roma per il loro Congresso internazionale. Il mondo di oggi - ha esordito il Papa - dimostra chiaramente di avere bisogno di misericordia; ma questa non è uno slogan o una ricetta: è il cuore della vita cristiana e al tempo stesso il suo stile concreto, il respiro che anima le relazioni interpersonali e rende attenti ai più bisognosi.

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In questo tempo in cui siamo chiamati a puntare sempre più all’essenziale, i monaci e le monache custodiscono per vocazione un peculiare dono e una speciale responsabilità: quella di tenere vive le oasi dello spirito, dove pastori e fedeli possono attingere alle sorgenti della misericordia. Cercando, con la grazia di Dio, di vivere da misericordiosi nelle vostre comunità, voi annunciate la fraternità evangelica da tutti i vostri monasteri sparsi in ogni angolo del pianeta; e lo fate mediante quel silenzio operoso ed eloquente che lascia parlare Dio nella vita assordante e distratta del mondo. Il silenzio che voi osservate e di cui siete i custodi sia il necessario presupposto per uno sguardo di fede che colga la presenza di Dio nella storia personale, in quella dei fratelli e delle sorelle che il Signore vi dona e nelle vicende della società contemporanea. Pur se vivete separati dal mondo, la vostra clausura non è sterile, anzi, è una ricchezza e non un impedimento alla comunione. Il vostro lavoro, in armonia con la preghiera, vi rende partecipi dell’opera creativa di Dio e vi fa essere solidali con i poveri che non possono vivere senza lavorare. Con la vostra tipica ospitalità, voi potete incontrare i cuori dei più smarriti, di quanti si trovano in una condizione di grave miseria umana e spirituale. Anche il vostro impegno per la formazione e l’educazione della gioventù è molto apprezzato e altamente qualificato. Gli studenti delle vostre scuole, attraverso lo studio e la vostra presenza, possano diventare anch’essi esperti di quell’umanesimo che promana dalla Regola Benedettina. La vostra vita contemplativa, inoltre, è un canale privilegiato per alimentare la comunione con i fratelli delle Chiese Orientali.

Non lasciatevi scoraggiare se i membri della comunità monastiche diminuiscono di numero o invecchiano; al contrario, conservate lo zelo della vostra testimonianza. Anche ai nostri giorni c’è bisogno di uomini e donne che non antepongono nulla all’amore di Cristo, che si nutrono quotidianamente della Parola di Dio, che celebrano degnamente la santa liturgia, che lavorano lieti e operosi in armonia con il creato.

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