La parola del Papa
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I padri devono sapere correggere e perdonare

Mercoledì 4 febbraio Papa Francesco all’udienza generale, dopo aver ricordato che ogni famiglia ha bisogno del padre, ha voluto partire da alcune espressioni che si trovano nel Libro dei Proverbi, parole che un padre rivolge al proprio figlio, e dice così: «Figlio mio, se il tuo cuore sarà saggio, anche il mio sarà colmo di gioia. Esulterò dentro di me, quando le tue labbra diranno cose rette» (Pr 23,15-16).

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Non si potrebbe esprimere meglio l’orgoglio e la commozione di un padre che riconosce di aver trasmesso al figlio quel che conta davvero nella vita, ossia un cuore saggio. Un padre sa bene quanto costa trasmettere questa eredità: quanta vicinanza, quanta dolcezza e quanta fermezza. La prima necessità, dunque, è proprio questa: che il padre sia presente nella famiglia. Che sia vicino alla moglie, per condividere tutto, gioie e dolori, fatiche e speranze. E che sia vicino ai figli nella loro crescita: quando giocano e quando si impegnano, quando parlano e quando sono taciturni. Padre presente non è lo stesso di padre controllore!

Tutti conoscono quella straordinaria parabola chiamata del «figlio prodigo», o meglio del «padre misericordioso» (Lc 15,11-32). Quanta dignità e quanta tenerezza nell’attesa di quel padre che sta sulla porta di casa aspettando che il figlio ritorni! I padri devono essere pazienti. Tante volte non c’è altra cosa da fare che aspettare; pregare e attendere con pazienza, dolcezza, magnanimità, misericordia. Un buon padre sa aspettare e sa perdonare, dal profondo del cuore.

Certo, sa anche correggere con fermezza: non è un padre debole, arrendevole, sentimentale. Il padre che sa correggere senza avvilire è lo stesso che sa proteggere senza risparmiarsi. Se dunque c’è qualcuno che può spiegare fino in fondo la preghiera del «Padre nostro», insegnata da Gesù, questi è proprio chi vive in prima persona la paternità. Senza la grazia che viene dal Padre che sta nei cieli, i padri perdono coraggio, e abbandonano il campo. Ma i figli hanno bisogno di trovare un padre che li aspetta quando ritornano dai loro fallimenti. Faranno di tutto per non ammetterlo, per non darlo a vedere, ma ne hanno bisogno; e il non trovarlo apre in loro ferite difficili da rimarginare.

La Chiesa, nostra madre, è impegnata a sostenere con tutte le sue forze la presenza buona e generosa dei padri nelle famiglie, perché essi sono per le nuove generazioni custodi e mediatori insostituibili della fede nella bontà, nella giustizia e nella protezione di Dio, come San Giuseppe.

I padri devono sapere correggere e perdonare
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