La parola del Papa
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Il compito dei vescovi: camminare con il gregge

Giovedì 19 settembre Papa Francesco ha ricevuto un gruppo di presuli di nuova nomina che hanno partecipato ad un corso organizzato dalla Congregazione dei Vescovi d’intesa con la Congregazione per le Chiese Orientali.

Percorsi: Papa Francesco - Vescovi
Parole chiave: Chiese orientali (31)

Siamo chiamati e costituiti Pastori - ha esordito il Pontefice - non Pastori da noi stessi, ma dal Signore e non per servire noi stessi, ma il gregge che ci è stato affidato. Pascere significa, come rammenta il Vaticano II, avere abituale e quotidiana cura del gregge. Papa Francesco ha voluto presentare tre pensieri sul significato di «pascere»: accogliere con magnanimità, camminare con il gregge, rimanere con il gregge. Coloro che busseranno alla vostra porta, se la troveranno aperta, attraverso la vostra bontà e la vostra disponibilità, sperimenteranno la paternità di Dio e capiranno che la Chiesa sia una buona madre che sempre accoglie.

Accogliere tutti - ha continuato - per camminare con tutti. Il Vescovo è in cammino «con» e «nel» suo gregge. Il camminare insieme richiede amore, e il nostro servizio è un servizio di amore, amoris offiicium diceva sant’Agostino. E nel camminare - ha aggiunto - vorrei richiamare l’affetto verso i vostri sacerdoti. Il sacerdote è il primo prossimo del Vescovo, perciò uno dei primi compiti episcopali è quello di avere la cura spirituale dei presbiteri, non dimenticando le necessità umane di ciascun sacerdote, soprattutto nei momenti più delicati e importanti del loro ministero e della loro vita. Non è mai tempo perso quello passato con i sacerdoti ! Lo stile di servizio al gregge - ha detto ancora il Papa - sia quello dell’umiltà, direi anche dell’austerità e dell’essenzialità. Noi Pastori non siamo uomini con la «psicologia da principi», cioè uomini ambiziosi che sono sposi di una Chiesa, nell’attesa di un’altra più bella o più ricca. Ma questo è uno scandalo! State ben attenti a non cadere nello spirito del carrierismo! Non è solo con la parola, ma anche e sopratutto con la testimonianza concreta di vita che siamo maestri ed educatori del nostro popolo. L’annuncio della fede chiede di conformare la vita a ciò che si insegna. Rimanere con il gregge implica la stabilità e la presenza.

Non si può conoscere veramente come pastori il proprio gregge, curarlo con l’insegnamento e l’amministrazione dei Sacramenti se non si rimane in diocesi. In questo - ha affermato il Papa - il Concilio di Trento è attualissimo: la legge della residenza. Siate profondamente legati alla vostra Chiesa. Vi chiedo di rimanere in mezzo al vostro popolo.           

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