La parola del Papa
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Il modo giusto di guardare alla morte

Mercoledì 27 novembre Papa Francesco, nel corso dell’udienza generale, ha osservato che c’è un modo sbagliato di guardare la morte.

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Se viene intesa come la fine di tutto, la morte spaventa, atterrisce, si trasforma in minaccia che infrange ogni sogno, ogni prospettiva, che spezza ogni relazione e interrompe ogni cammino. Questo capita quando consideriamo la vita come un tempo rinchiuso tra due poli : la nascita e la morte; quando non crediamo in un orizzonte che va oltre quello della vita presente ; quando si vive come se Dio non esistesse. Questa concezione della morte - ha detto ancora il Pontefice - è tipica del pensiero ateo, che interpreta l’esistenza come un trovarsi casualmente nel mondo e un camminare verso il nulla. Se ci lasciamo prendere da questa visione sbagliata della morte, non abbiamo altra scelta che quella di occultare la morte, di negarla, o di banalizzarla, perché non ci faccia paura.

Qual è, allora, il senso cristiano della morte ? Se guardiamo ai momenti più dolorosi, quando abbiamo perso una persona cara, ci accorgiamo, anche lacerati dal distacco, che sale dal cuore la convinzione che non può essere tutto finito, che il bene dato e ricevuto non è stato inutile. C’è un istinto dentro di noi, che ci dice che la nostra vita non finisce con la morte. Questa sete di vita ha trovato la sua risposta reale e affidabile nella resurrezione di Gesù Cristo. La risurrezione di Gesù, infatti, non soltanto dà la certezza della vita oltre la morte, ma illumina anche il mistero stesso della morte di ciascuno di noi. Se viviamo uniti a Gesù, fedeli a Lui, saremo capaci di affrontare con speranza e serenità anche il passaggio della morte. Se la mia vita è stata un cammino con il Signore, un cammino di fiducia nella sua immensa misericordia, sarò preparato ad accettare il momento ultimo della mia esistenza terrena come il definitivo abbandono confidente nelle sue mani accoglienti. In tal modo si comprende l’invito di Gesù ad essere sempre pronti, vigilanti, sapendo che la vita in questo mondo ci è data per preparare l’altra vita, quella con il Padre celeste. E per questo c’è una via sicura: prepararsi bene alla morte, stando vicino a Gesù.

E come si sta vicino a Gesù ? Con la preghiera, nei Sacramenti e nella pratica della carità. Se apriremo la porta della nostra vita e del nostro cuore ai fratelli, allora anche la nostra morte diventerà una porta che ci introdurrà al cielo, alla patria beata, verso cui siamo diretti.

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