La parola del Papa
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Il popolo armeno, una lunga storia di fedeltà a Cristo

Giovedì 9 aprile Papa Francesco ha ricevuto in udienza i membri del Sinodo patriarcale della Chiesa armeno-cattolica, nell’imminenza della celebrazione del centenario del «martirio» armeno e della proclamazione a «Dottore della Chiesa» di San Gregorio di Narek.

Percorsi: Armenia - Papa Francesco

Invocheremo la Divina Misericordia - ha detto il Papa - perché ci aiuti tutti, nell’amore per la verità e la giustizia, a risanare ogni ferita e ad affrettare gesti concreti di riconciliazione e di pace tra le Nazioni che ancora non riescono a giungere ad un ragionevole consenso sulla lettura di tali triste vicende. Il vostro popolo, che la tradizione riconosce come il primo a convertirsi al cristianesimo nel 301, ha una storia bimillenaria e custodisce un ammirevole patrimonio di spiritualità e di cultura, unito ad una capacità di risollevarsi dopo tante persecuzioni e prove a cui è stato sottoposto. Vi invito a coltivare sempre un sentimento di riconoscenza al Signore, per essere stati capaci di mantenere la fedeltà a Lui anche nelle epoche più difficili.

Come dice il Vangelo, dall’intimo del cuore dell’uomo possono scatenarsi le forze più oscure, capaci di giungere a programmare sistematicamente l’annientamento del fratello, considerandolo un nemico, un avversario, o addirittura un individuo privo della stessa dignità umana. Ma per i credenti la domanda sul male compiuto dall’uomo introduce anche al mistero della partecipazione alla Passione redentrice: non pochi figli e figlie della nazione armena furono capaci di pronunciare il nome di Cristo sino all’effusione del sangue o alla morte per inedia nell’esodo interminabile cui furono costretti. Le pagine sofferte della storia del vostro popolo continuano, in certo senso, la passione di Gesù, ma in ciascuna di esse è posto il germoglio della sua Resurrezione.

Il nostro pensiero riconoscente va a quanti si adoperarono per recare qualche sollievo al dramma dei vostri antenati. Penso a Papa Benedetto XV che intervenne presso il Sultano Mehmet V per far cessare i massacri degli armeni. Questo Pontefice fu grande amico dell’Oriente cristiano: egli istituì la Congregazione per le Chiese Orientali e il Pontificio Istituto Orientale. All’intercessione di San Gregorio di Narek - ha concluso - affido specialmente il dialogo ecumenico tra la Chiesa Armeno-Cattolica e la Chiesa Armeno-Apostolica, memori del fatto che cento anni fa, come oggi, il martirio e la persecuzione hanno già realizzato l’«ecumenismo del sangue».

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