La parola del Papa
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Il ruolo della Chiesa nella crisi ucraina

Venerdì 20 febbraio Papa Francesco ha ricevuto i vescovi cattolici, sia di rito latino che di rito bizantino, dell’Ucraina. La Santa Sede è al vostro fianco - ha detto il Papa - anche presso le istanze internazionali, per far comprendere i vostri diritti, le vostre preoccupazioni e i giusti valori evangelici.

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La crisi innescatasi nel vostro Paese ha avuto come è comprensibile, gravi ripercussioni nella vita delle famiglie. A ciò si uniscono le conseguenze di quel malinteso senso di libertà economica che ha permesso il formarsi di un ristretto gruppo di persone che si sono enormemente arricchite a discapito della grande maggioranza dei cittadini. Non stancatevi mai di far presente ai vostri concittadini le considerazioni che la fede e la responsabilità pastorale vi suggeriscono. Il senso di giustizia e di verità, prima che politico, è morale, e tale incombenza è affidata anche ai Pastori. Quanto più sarete liberi ministri della Chiesa di Cristo, tanto più, pur nella vostra povertà, vi farete difensori delle famiglie, dei disoccupati, dei deboli, dei malati, degli anziani.

Vi incoraggio a rinnovare, con la grazia di Dio, il vostro zelo per l’annuncio del Vangelo nella società ucraina, e a sostenervi in questo gli uni gli altri con fattiva collaborazione. Possiate sempre avere lo sguardo del Cristo, che vedeva l’abbondanza delle messe e chiedeva di pregare il Signore perché mandasse gli operai (Mt 9,37-38). Vorrei - ha proseguito Papa Francesco - consegnavi un’ulteriore riflessione circa le relazioni tra voi fratelli nell’episcopato. Conosco le complesse vicende storiche che pesano sui rapporti reciproci, come pure alcuni aspetti di carattere personale. Rimane indiscutibile il fatto che entrambi gli episcopati sono cattolici e sono ucraini, pur nella diversità di riti e tradizioni. A me fa male sentire che vi sono incomprensioni e ferite.

C’è bisogno di un medico, e questo è Gesù Cristo, che ambedue servite con generosità e di tutto cuore. Siete un corpo unico e, come vi è già stato detto da san Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, vi esorto a mia volta a trovare fra voi la maniera di accogliervi e sostenervi generosamente nelle vostre fatiche apostoliche. L’unità dell’episcopato, oltre a dare buona testimonianza alla comunità ecclesiale, rende un inestimabile servizio alla nazione ucraina, sia sul piano culturale e sociale, sia, soprattutto, su quello spirituale. Siete uniti nei valori fondamentali e avete in comune i tesori più preziosi: la fede e il popolo di Dio.

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