La parola del Papa
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Il sacerdote trasmette il perdono di Dio

Mercoledì 20 novembre Papa Francesco, nel corso dell’udienza generale, ha voluto proseguire il tema della remissione dei peccati, in riferimento al «potere delle chiavi», che è un simbolo biblico del compito che Gesù ha dato agli Apostoli.

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Nella sua prima apparizione nel cenacolo, il Risorto fece il gesto di soffiare sugli Apostoli dicendo: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e che non li rimetterete, resteranno non rimessi» (Gv 20,22-23). Ma prima di fare il gesto di soffiare e donare lo Spirito Santo, Gesù mostra le sue piaghe, nelle mani e nel costato : queste ferite rappresentano il prezzo della nostra salvezza. Lo Spirito Santo ci porta il perdono di Dio «passando attraverso» le piaghe di Gesù.

Queste piaghe che Lui ha voluto conservare ; anche in questo momento Lui in Cielo fa vedere al Padre le piaghe con le quali ci ha riscattato. Per la forza di queste piaghe, i nostri peccati sono perdonati: così Gesù ha dato la sua vita per la nostra pace, per la nostra gioia, per il dono della grazia nella nostra anima. Gesù, dunque, ha dato agli Apostoli il potere di perdonare i peccati. È un po’ difficile capire come un uomo può perdonare i peccati, ma Gesù dà questo potere. La Chiesa è depositaria del potere delle chiavi, di aprire o chiudere al perdono. La Chiesa, tuttavia, non è padrona del potere delle chiavi, ma è serva del ministero della misericordia e si rallegra tutte le volte che può offrire questo dono divino.

Tante persone - ha osservato Papa Francesco - forse non capiscono la dimensione ecclesiale del perdono, perché domina sempre l’individualismo, il soggettivismo, e anche noi cristiani ne risentiamo. Certo, Dio perdona ogni peccatore pentito, personalmente, ma il cristiano è legato a Cristo, e Cristo è unito alla Chiesa. Per noi cristiani, pertanto, c’è un dono in più, e c’è anche un impegno in più : passare umilmente attraverso il ministero ecclesiale. Il perdono di Dio che è dato dalla Chiesa, ci viene trasmesso per mezzo del servizio di un nostro fratello, il sacerdote; anche lui un uomo che come noi ha bisogno di misericordia, diventa veramente strumento di misericordia, donandoci l’amore di Dio Padre. L’opera che il sacerdote presta come ministro, da parte di Dio, per perdonare i peccati è molto delicata ed esige che il suo cuore sia in pace; che sappia seminare speranza nei cuori  e, soprattutto, sia consapevole che il fratello o la sorella che si accosta al sacramento della Riconciliazione cerca il perdono e lo fa come si accostavano tante persone a Gesù perché le guarisse.

Il sacerdote trasmette il perdono di Dio
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