La parola del Papa
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L’amore di Cristo per gli uomini indifesi

Giovedì 1 ottobre Papa Francesco ha ricevuto i componenti del Capitolo Generale dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù. Siete servitori e messaggeri del Vangelo - ha detto il Papa - specialmente per coloro che non lo conoscono o che lo hanno dimenticato.

Percorsi: Papa Francesco

All’origine della vostra missione c’è un dono: c’è l’iniziativa gratuita dell’amore di Dio che vi ha rivolto una duplice chiamata: a stare con Lui e ad andare a predicare (cfr. Mc 3,14). Alla base di tutto c’è la relazione personale con Cristo, radicata nel Battesimo, e per alcuni, rafforzata dell’Ordinazione, così che con l’apostolo Paolo possiamo dire: «Non vivo più io, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). Questo vivere con Cristo determina tutto il nostro essere e il nostro agire; e si vive e si alimenta soprattutto con la preghiera, nel rimanere presso il Signore, nell’adorazione, nel colloquio cuore a cuore con Lui. E’ proprio in questo spazio orante che si trova il vero «tesoro» (Lc 12,34) da donare ai fratelli mediante l’annuncio. Il missionario, infatti, si fa servitore del Dio-che-parla, che vuol parlare agli uomini e alle donne di oggi, come Gesù parlava a quelli del suo tempo. Questa relazione della missione «ad gentes» con la Parola di Dio non si colloca tanto nell’ordine del «fare» quanto dell'«essere».

La missione per essere autentica, deve riferirsi e porre al centro la grazia di Cristo che scaturisce dalla Croce: credendo in Lui si può trasmettere la Parola di Dio che anima, sostiene e feconda l’impegno del missionario. In quanto Comboniani del Cuore di Gesù, voi contribuite alla missione della Chiesa, testimoniando il carisma di San Daniele Comboni (1831-1881), che trova un punto qualificante nell’amore misericordioso del Cuore di Cristo per gli uomini indifesi. In questo Cuore c’è la fonte della misericordia che salva e genera speranza. Pertanto come consacrati a Dio per la missione, siete chiamati ad imitare Gesù misericordioso e mite, per vivere il vostro servizio con cuore umile, prendendovi cura dei più abbandonati. Quel Cuore che ha tanto amato gli uomini vi spinge alle periferie della società per testimoniare la perseveranza dell’amore paziente e fedele. Dalla contemplazione del Cuore ferito di Gesù si possa sempre rinnovare in voi la passione per gli uomini dei nostri giorni, che si esprime con amore gratuito nell’impegno di solidarietà, specialmente verso i più deboli e disagiati. Così potrete continuare a promuovere la giustizia e la pace, il rispetto e la dignità di ogni persona.

L’amore di Cristo per gli uomini indifesi
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