La parola del Papa
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L’assenza dei padri produce ferite nei figli

Mercoledì 28 gennaio Papa Francesco, all’udienza generale, ha osservato che la parola «padre» indica una relazione fondamentale la cui realtà è antica quanto la storia dell’uomo.

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Oggi, tuttavia, si è arrivati ad affermare che la nostra sarebbe una «società senza padri». In altri termini, in particolare nella cultura occidentale, la figura del padre sarebbe simbolicamente assente, svanita, rimossa. In un primo momento, la cosa è stata percepita come la liberazione dal padre-padrone. Talvolta in alcune case regnava in passato l’autoritarismo, in certi casi addirittura la sopraffazione: genitori che trattavano i figli come servi, non rispettando le esigenze personali della loro crescita.

Questo, certamente, era un atteggiamento non buono: però, come spesso avviene, si passa da un estremo all’altro. Il problema dei nostri giorni non sembra essere più tanto la presenza invadente, quanto piuttosto la loro assenza, la loro latitanza. I padri sono talora così concentrati su se stessi e sul proprio lavoro, da dimenticare pure la famiglia. L’assenza della figura paterna nella vita dei piccoli e dei giovani produce alcune lacune e ferite che possono essere anche molto gravi. In effetti le devianze dei bambini e degli adolescenti si possono in buona parte ricondurre a questa mancanza, a questa carenza di guida, di vicinanza, di amore. E’ più profondo di quel che pensiamo il senso di orfanezza che vivono tanti giovani.

Sono orfani in famiglia perché i padri sono spesso assenti, anche fisicamente, da casa, ma soprattutto perché, quando ci sono, non si comportano da padri perché non danno ai figli, con il loro esempio accompagnato dalle parole, quei principi, quei valori, quelle regole di vita di cui hanno bisogno come del pane. Questo problema sussiste anche nella comunità civile che ha una certa responsabilità - possiamo dire paterna - verso i giovani. Anch’essa spesso li lascia orfani, orfani di strade sicure da percorrere, orfani di maestri di cui fidarsi, orfani di ideali che riscaldino il cuore. Vengono riempiti magari di idoli, ma si ruba loro il cuore; sono spinti a sognare divertimenti e piaceri, ma non si dà loro il lavoro; vengono illusi col dio denaro, e negate le vere ricchezze. E allora farà bene per tutti riascoltare la promessa di Gesù ai suoi discepoli: «Non vi lascerò orfani» (Gv 14,18). È Lui infatti la Via da percorrere, il Maestro da ascoltare, la Speranza che il mondo può cambiare, che l’amore vince l’odio, che può esserci un futuro di fraternità e di pace per tutti.

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