La parola del Papa
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L’incoerenza dei cristiani mina la credibilità della Chiesa

Domenica 14 aprile Papa Francesco ha presieduto, per la prima volta, la Messa nella Basilica di San Paolo fuori le Mura e all’omelia, tra l’altro, ha commentato la lettura tratta dal Libro dell’Apocalisse, laddove si dice che le miriadi di angeli, tutte le creature, gli esseri viventi, si prostrano in adorazione davanti al Trono di Dio e all’Agnello immolato che è Cristo.

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Vorrei - ha detto il Pontefice - che ci ponessimo una domanda: che cosa vuol dire adorare Dio? Significa imparare a stare con Lui, fermarci a dialogare con Lui, sentendo che la sua presenza è la più vera, la più buona, la più importante di tutte.

Ognuno di noi - ha continuato  Papa Francesco - nella propria vita, in modo consapevole e forse a volte senza rendersene conto, ha un ben preciso ordine delle cose ritenute più o meno importanti. Adorare il Signore vuol dire dare a Lui il posto che deve avere; vuol dire affermare, credere, non però semplicemente a parole, che Lui solo guida la nostra storia. Questo ha una conseguenza nella nostra vita : spogliarci dei tanti idoli, piccoli o grandi, che abbiamo e nei quali ci rifugiamo, nei quali cerchiamo e molte volte riponiamo la nostra sicurezza. Sono idoli che spesso teniamo ben nascosti ; possono essere l’ambizione, il carrierismo, il gusto del successo, il mettere al centro se stessi, la tendenza a prevalere sugli altri, la pretesa di essere gli unici padroni della nostra vita. Adorare, dunque, significa eliminare i nostri idoli, anche quelli più occulti, e scegliere il Signore come unico fondamento e come via maestra della nostra esistenza.

Il Signore ci chiama ogni giorno a seguirlo con coraggio e fedeltà, ci ha fatto il grande dono  di sceglierci come suoi discepoli; ci invita ad annunciarlo con gioia come il Risorto, ma ci chiede di farlo con la testimonianza della vita. San Francesco d’Assisi dava ai suoi fratelli un consiglio : predicate il Vangelo e, se fosse necessario, anche con le parole. L’incoerenza dei fedeli e dei Pastori tra quello che dicono e quello che fanno, tra la parola e il modo di vivere, mina la credibilità della Chiesa. Predicare con la vita è possibile soltanto se riconosciamo Gesù Cristo, il Signore, perché è Lui che ci ha chiamati, ci ha invitati a percorrere la sua strada, ci ha scelti. L’annuncio e la testimonianza si basano sulla vicinanza a Lui, che scaturisce dall’adorazione, poiché solo a Cristo va la lode, l’onore e la gloria.

L’incoerenza dei cristiani mina la credibilità della Chiesa
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