La parola del Papa
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La Chiesa, popolo di Dio che si prepara alle nozze

Mercoledì 15 ottobre Papa Francesco, all’udienza generale muovendo dal Libro dell’Apocalisse dove si parla della «Gerusalemme nuova, che scende dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo» (Ap 21,2) ha affermato che la Chiesa è il popolo di Dio che segue il Signore Gesù e che si prepara giorno dopo giorno all’incontro con Lui, come una sposa col suo sposo.

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Questo - ha continuato - non è solo un modo di dire: saranno delle vere e proprie nozze. Sì, perché Cristo facendosi uomo come noi e facendo tutti noi una cosa sola con Lui, con la sua morte e la sua resurrezione, ci ha davvero sposato e ha fatto di noi come popolo la sua sposa. E questo non è altro che il compimento del disegno di amore intessuto da Dio nel corso di tutta la storia, la storia del popolo di Dio e anche la storia propria di ognuno di noi.

Nell’Apocalisse si dice che nella Chiesa, sposa di Cristo, si rende visibile la «Gerusalemme nuova». Questo significa che la Chiesa, oltre che sposa, è chiamata a diventare città, simbolo per eccellenza delle relazioni umane. E’ bello allora poter già contemplare, secondo un’altra immagine dell’Apocalisse, tutte le genti e tutti i popoli radunati insieme in questa città, come una tenda, «la tenda di Dio» (Ap 21,3).

In questa cornice gloriosa non ci saranno più isolamenti, prevaricazioni e distinzioni di alcun genere, ma saremo tutti una cosa sola in Cristo. Al cospetto di questo scenario inaudito e meraviglioso, il nostro cuore non può non sentirsi confermato in modo forte nella speranza. La speranza cristiana non è semplicemente un desiderio, un auspicio, non è ottimismo: per un cristiano la speranza è attesa, attesa fervente, appassionata del compimento ultimo e definitivo di un mistero, il mistero dell’amore di Dio, nel quale siamo rinati e già viviamo. Ed è attesa di qualcuno che sta per arrivare: è il Cristo Signore che si fa sempre più vicino a noi, e che viene a introdurci finalmente nella pienezza della sua comunione e della sua pace.

La Chiesa ha allora il compito di mantenere accesa e ben visibile la lampada della speranza, perché possa continuare a risplendere come segno sicuro di salvezza e possa illuminare a tutta l’umanità il sentiero che porta all’incontro col volto misericordioso di Dio. Invochiamo la Vergine Maria, madre della speranza, perché ci mantenga sempre in un atteggiamento di ascolto e di attesa, così da poter essere già ora permeati dell’amore di Cristo e aver parte un giorno con Dio alla gioia senza fine.

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