La parola del Papa
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La Chiesa siamo tutti noi!

Mercoledì 29 ottobre Papa Francesco, all’udienza generale, ha osservato che quando parliamo della realtà visibile della Chiesa, non dobbiamo pensare solamente al Papa, ai Vescovi, ai preti, alle suore e a tutte le persone consacrate. La realtà visibile della Chiesa è costituita dai tanti fratelli e sorelle battezzati che nel mondo credono, sperano e amano. La Chiesa siamo tutti noi!

Percorsi: Papa Francesco

Comprendiamo allora, che anche la realtà visibile della Chiesa non è misurabile, non è conoscibile in tutta la sua pienezza: come si fa a conoscere tutto il bene che viene fatto? Tante opere di amore, tante fedeltà nelle famiglie, tanto lavoro per educare i figli, per trasmettere la fede, tanta sofferenza nei malati che la offrono al Signore. Anche la realtà visibile della Chiesa va oltre il nostro controllo ed è una realtà misteriosa che viene da Dio. Per comprendere, nella Chiesa, la relazione tra la sua realtà visibile e quella spirituale, non c’è altra via che guardare a Cristo, del quale la Chiesa costituisce il corpo e dal quale essa viene generata, in un atto di infinito amore. Anche in Cristo, infatti, in forza del mistero dell’Incarnazione, riconosciamo una natura umana e una natura divina, uniti nella stessa persona in modo mirabile e indissolubile. Ciò vale in modo analogo anche per la Chiesa. Come in Cristo la natura umana asseconda pienamente quella divina e si pone al suo servizio, in funzione del compimento della salvezza, così avviene, nella Chiesa, per la sua realtà visibile, nei confronti di quella spirituale. Attraverso la sua realtà visibile, di tutto quello che si vede, i sacramenti e la testimonianza di tutti noi cristiani, la Chiesa è chiamata ogni giorno a farsi vicina ad ogni uomo a cominciare da chi soffre e da chi è emarginato, in modo da continuare a far sentire su tutti lo sguardo compassionevole e misericordioso di Dio.

Spesso come Chiesa facciamo esperienza della nostra fragilità e dei nostri limiti. Tutti siamo peccatori. E questa fragilità, questi nostri peccati, è giusto che procurino in noi un profondo dispiacere, soprattutto quando diamo un cattivo esempio, diventando motivo di scandalo. La nostra testimonianza è quella di far capire che cosa significa essere cristiano. Chiediamo il dono della fede perché possiamo comprendere come, nonostante la nostra pochezza, il Signore ci ha reso strumento di grazia e segno visibile del suo amore per l’umanità. Possiamo diventare motivo di scandalo, ma possiamo anche diventare motivo di testimonianza, dicendo con la nostra vita quello che Gesù vuole da noi.

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