La parola del Papa
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La misericordia è uno stile di vita

Giovedì 30 giugno Papa Francesco, nel corso dell’udienza giubilare, ha affermato che è bene non dimenticare mai che la misericordia non è una parola astratta, ma è uno stile di vita.

Si sceglie di vivere come misericordioso o si sceglie di vivere come non misericordioso. Parafrasando le parole di san Giacomo apostolo potremmo dire: la misericordia senza le opere è morta in sè stessa. Una cosa è parlare di misericordia, un’altra è vivere la misericordia. Ciò che rende viva la misericordia è la sua costante attenzione per andare incontro ai bisogni e alle necessità di quanti sono nel disagio spirituale e morale.

La misericordia ha occhi per vedere, orecchi per ascoltare, mani per risollevare. La vita quotidiana ci permette di osservare tante esigenze che riguardano le persone più povere e più provate. A noi viene chiesto uno sguardo particolare che ci porta ad accorgerci delle stato di sofferenza in cui versano tanti fratelli e sorelle. A volte passiamo davanti a situazioni di drammatica povertà e sembra che non ci tocchino; tutto continua come se nulla fosse, in una indifferenza che alla fine ci rende ipocriti e, senza che ce ne rendiamo conto, sfocia in una forma di letargo spirituale che rende insensibile l’animo e sterile la vita. Quanti sono gli aspetti della misericordia di Dio verso di noi! Alla stessa maniera, quanti volti si rivolgono a noi per ottenere misericordia. Le opere di misericordia non sono temi teorici, bensì testimonianze pratiche. A causa dei mutamenti del nostro mondo globalizzato, alcune povertà spirituali e materiali si sono moltiplicate: diamo quindi spazio alla fantasia della carità per individuare nuove modalità operative. In questa maniera la via della misericordia diventerà sempre più concreta. A noi, dunque, è richiesto di rimanere vigili come sentinelle, perché non accada che, davanti alle povertà prodotte dalla cultura del benessere, l’agire dei cristiani si indebolisca e diventi incapace di mirare all’essenziale.

Cosa significa mirare all’essenziale? Mirare Gesù, guardare Gesù nell’affamato, nel carcerato, nel malato, in quello che non ha lavoro e deve portare avanti una famiglia. Guardare Gesù in quello che è solo, triste, in quello che sbaglia e ha bisogno di consiglio, in quello che ha bisogno di fare strada con Lui in silenzio perché si senta in compagnia. Queste sono le opere che Gesù chiede a noi! Guardare Gesù in questa gente. Perché? Perché così Gesù guarda tutti noi.

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