La parola del Papa
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La speranza che supera incertezza e pessimismo

Mercoledì 18 dicembre Papa Francesco, nel corso dell’udienza generale, ha voluto riflettere sul Natale di Gesù, festa della fiducia e della speranza che supera l’incertezza e il pessimismo.

Percorsi: Papa Francesco

La ragione della nostra speranza - ha detto il Pontefice - è questa: Dio è con noi e Dio si fida ancora di noi. Egli viene ad abitare con gli uomini, sceglie la terra come sua dimora per stare insieme all’uomo e farsi trovare là dove l’uomo trascorre i suoi giorni nella gioia o nel dolore. Pertanto la terra non è più soltanto una «valle di lacrime», ma è il luogo dove Dio stesso ha posto la sua tenda, è il luogo della solidarietà di Dio con gli uomini. Dio ha voluto condividere la nostra condizione umana al punto da farsi una cosa sola con noi nella persona di Gesù, che è vero uomo e vero Dio.

La presenza di Dio in mezzo all’umanità non si è attuata in un mondo ideale, ma in questo mondo reale, segnato da tante cose buone e cattive, da divisioni, malvagità, povertà, prepotenze e guerre. Egli ha scelto di abitare la nostra storia così com’è, con tutto il peso dei suoi limiti e dei suoi drammi. Così facendo ha dimostrato in modo insuperabile la sua inclinazione misericordiosa e ricolma di amore verso le creature umane. Egli è il Dio-con-noi.

Il Natale di Gesù è la manifestazione che Dio si è «schierato» una volta per tutte dalla parte dell’uomo, per salvarci, per risollevarci dalla polvere delle nostre miserie, delle nostre difficoltà, dei nostri peccati. Da qui viene il grande «regalo» del Bambino di Betlemme: Lui ci porta un’energia spirituale, un’energia che ci aiuta a non sprofondare nelle nostre fatiche, nelle nostre disperazioni, nelle nostre ricchezze, perché è un’energia che riscalda e trasforma il cuore. La nascita di Gesù, infatti, ci porta la bella notizia che siamo amati immensamente e singolarmente da Dio, e questo amore non solo ce lo fa conoscere, ma ce lo dona e ce lo comunica.

Nel Natale, Dio si rivela non come uno che sta in alto e domina l’universo, ma come Colui che si abbassa, discende sulla terra piccolo e povero, questo significa che, per essere simili a Lui, noi non dobbiamo metterci al di sopra degli altri, ma abbassarci, farci piccoli con i piccoli e poveri con i poveri. È una cosa brutta quando si vede un cristiano che non vuole abbassarsi. Un cristiano che si pavoneggia non è un cristiano, è un pagano. Il cristiano vero si abbassa. Maria ci aiuti in questo Santo Natale a riconoscere nel nostro prossimo l’immagine del Figlio di Dio fatto uomo.     

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