La parola del Papa
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Le Beatitudini sono la carta d’identità

Martedì 1 novembre Papa Francesco, nell’omelia della Messa celebrata nello stadio di Malmö in Svezia, ha osservato che se c’è qualcosa che caratterizza i santi è che sono veramente felici.

Hanno scoperto il segreto della felicità autentica, che dimora in fondo all’anima ed ha la sua sorgente nell’amore di Dio. Perciò i santi sono chiamati beati. Le Beatitudini sono la loro vita, la loro meta verso la patria. Le Beatitudini sono la strada che il Signore ci indica, perché possiamo seguire le sue orme. Le Beatitudini sono il profilo di Cristo e, di conseguenza, del cristiano.

Tra di esse, il Papa ne ha evidenziata una: «Beati i miti». Gesù dice di se stesso: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,29). Questo è il suo ritratto spirituale e ci svela la ricchezza del suo amore. La mitezza è un modo di essere e di vivere che ci avvicina a Gesù, ci fa essere uniti tra noi; fa sì che lasciamo da parte tutto ciò che divide e ci oppone, e che cerchiamo modi sempre nuovi per progredire nella via dell’unità, come hanno fatto tanti figli e figlie di questa terra svedese, tra cui santa Maria Elisabetta Hesslblad, recentemente canonizzata, e santa Brigida, Brigitta Vadstena, co-patrona d’Europa. Esse hanno pregato e lavorato per stringere legami di unità e di comunione tra i cristiani. I Santi ottengono dei cambiamenti grazie alla mitezza del cuore. Con essa comprendiamo la grandezza di Dio e lo adoriamo con sincerità; e inoltre è l’atteggiamento di chi non ha nulla da perdere, perché la sua unica ricchezza è Dio.

Le Beatitudini sono in qualche modo la carta d’identità del cristiano, che lo identifica come seguace di Gesù. Siamo chiamati ad essere beati, seguaci di Gesù, affrontando i dolori e le angosce del nostro tempo con lo spirito e l’amore di Gesù. In tal senso, potremmo indicare nuove situazioni per viverle con spirito rinnovato e sempre attuale: beati coloro che sopportano con fede i mali che affliggono loro e perdonano di cuore; beati coloro che guardano negli occhi gli scartati mostrando loro vicinanza; beati coloro che riconoscono Dio in ogni persona e lottano perché anche altri lo scoprono; beati coloro che proteggono e curano la casa comune; beati coloro che rinunciano al proprio benessere per il bene degli altri; beati coloro che pregano e operano per la piena comunione dei cristiani. I santi ci incoraggiano con la loro vita e la loro intercessione presso Dio, e noi abbiamo bisogno gli uni gli altri per diventare santi.

Le Beatitudini sono la carta d’identità
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