La parola del Papa
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Le Guardie Svizzere, un servizio alla Chiesa

Lunedì 6 maggio Papa Francesco ha ricevuto in udienza il Corpo delle Guardie Svizzere. In questa data - ha esordito il Pontefice - voi fate memoria del sacrificio delle Guardie Svizzere impegnate nella strenua difesa del Papa Clemente VII durante il «sacco di Roma» del 1527.

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Oggi - ha proseguito - non siete chiamati a questo gesto eroico, ma ad un’altra forma di sacrificio, anch’essa impegnativa : a mettere le vostre energie giovanili al servizio della Chiesa e del Papa. E per far questo bisogna essere forti, animati dall’amore e sostenuti dalla fede in Cristo. Quest’anno la vostra festa s’inserisce nel contesto dell’Anno della fede, che la Chiesa sta vivendo in tutto il mondo. Sono certo - ha continuato il Pontefice - che la decisione di mettere anni della vostra vita al servizio del Papa, non sia estranea alla vostra fede. Anzi, le motivazioni più profonde che vi hanno spinti qui a Roma hanno origine proprio nella vostra fede. Una fede che avete imparato in famiglia, coltivato nelle vostre parrocchie , e che manifesta l’attaccamento dei cattolici svizzeri alla Sede Apostolica. Ricordatelo bene : la fede che Dio vi ha dato nel giorno del Battesimo è il tesoro più prezioso che avete. Durante la vostra permanenza a Roma, voi siete chiamati a testimoniare la vostra fede con gioia, e con la gentilezza del tratto. Questo è molto importante per tutte le persone che passano dalla Città del Vaticano. Come è importante per tutti coloro che lavorano per la Curia Romana e anche per me! La vostra presenza è un segno della forza e della bellezza del Vangelo, che in ogni tempo chiama i giovani a seguirlo.

Vorrei invitarvi - ha detto ancora Papa Francesco - a vivere il periodo che trascorrete nella "Città eterna" con spirito di sincera fratellanza, aiutandovi gli uni gli altri a condurre una buona vita cristiana, che corrisponda alla vostra fede e alla vostra missione nella Chiesa. La vostra specifica esperienza nel Corpo della Guardia Svizzera rappresenta un’occasione privilegiata per approfondire la conoscenza di Cristo e per camminare alla sua sequela, quasi respirando, qui a Roma, la cattolicità della Chiesa. Uniti profondamente a Cristo saprete affrontare con maturità gli ostacoli e le sfide della vita, nella ferma convinzione che, come ci ricorda la Liturgia della Veglia pasquale, il Signore risorto è «Re eterno che ha vinto il mondo». Care Guardie Svizzere non dimenticate che il Signore cammina con voi. Vi auguro di sentire sempre la gioia e la consolazione della Sua presenza luminosa e misericordiosa.

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