La parola del Papa
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Le migrazioni, un segno dei tempi

Giovedì 12 novembre Papa Francesco ha ricevuto, per la visita «ad limina», i vescovi della Slovacchia.

Desidero incoraggiarvi - ha esordito - nel lavoro pastorale che svolgete, pur tra le difficoltà del momento attuale, caratterizzato da rapide trasformazioni in tanti ambiti della vita umana e dalla grande sfida della globalizzazione. In esso si si riscontrano a volte minacce per le nazioni meno numerose, ma al tempo stesso anche elementi che possono offrire nuove opportunità. Un’opportunità, diventata segno dei tempi, è il fenomeno delle migrazioni, che richiede di essere compreso e affrontato con sensibilità e giustizia.

La Chiesa è chiamata a proclamare e testimoniare l’accoglienza del migrante in spirito di carità e di rispetto della dignità della persona umana, nel contesto di una necessaria osservanza della legalità. Di fronte alla prospettiva di un ambiente multiculturale sempre più esteso, occorre assumere atteggiamenti di reciproco rispetto per favorire l’incontro. È auspicabile che il popolo slovacco mantenga la sua identità culturale e il patrimonio di valori etici e spirituali, fortemente legato alla sua tradizione cattolica. Così potrà aprirsi senza timori al confronto nel più ampio orizzonte continentale e mondiale, contribuendo ad un sincero e fruttuoso dialogo, anche su tematiche di vitale importanza quale la dignità della vita umana e la funzione essenziale della famiglia.

Oggi più che mai è necessario illuminare il cammino dei popoli con i principi cristiani, cogliendo la circostanza che la presente situazione offre per sviluppare un’evangelizzazione che, con linguaggio nuovo, renda più comprensibile il messaggio di Cristo.

Perciò è importante che la Chiesa infonda speranza, affinché tutti i cambiamenti di questo periodo si trasformino in un rinnovato incontro con Cristo, che spinga il popolo slovacco ad un autentico progresso. I fedeli laici chiamati ad animare le realtà temporali con fermenti evangelici, non possono esimersi dall’operare anche all’interno dei processi politici volti al bene comune.

Nell’ambito della pastorale della famiglia è bene valorizzare i giovani, speranza della Chiesa e della società. Di fatto, nonostante le lusinghe che invitano all’edonismo, i giovani non si lasciano intimorire e sono disposti all’impegno senza riserve, quando si presenta loro il vero significato della vita. Hanno perciò bisogno di avere chiare indicazioni dottrinali e morali, per edificare nella città dell’uomo la città di Dio.

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