La parola del Papa
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Non è scontato accettare la presenza del Risorto

 Mercoledì 23 aprile, Papa Francesco, all’udienza generale, ha affermato che è una gioia vera, profonda, quella basata sulla certezza che Cristo risorto ormai non muore più, ma è vivo e operante nella Chiesa e nel mondo.

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Tale certezza abita nel cuore dei credenti da quel mattino di Pasqua, quando le donne andarono al sepolcro di Gesù e gli angeli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?» (Lc 24,5). Queste parole sono come una pietra miliare nella storia; ma anche una pietra d’inciampo, se non ci apriamo alla Buona Notizia. Quante volte nel nostro cammino quotidiano abbiamo bisogno di sentirci dire: «Perché stai cercando tra i morti colui che è vivo?». Quante volte noi cerchiamo la vita fra le cose morte, fra le cose che non possono dare vita, fra le cose che oggi sono e domani non saranno più. «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?».

Ne abbiamo bisogno quando ci chiudiamo in una qualsiasi forma di egoismo o di autocompiacimento; quando ci lasciamo sedurre dai poteri mondani e dagli interessi di questo mondo dimenticando Dio e il prossimo; quando poniamo le nostre speranze nelle vanità, nel denaro e nel successo. Non è facile essere aperti a Gesù. Non è scontato accettare la vita del Risorto e la sua presenza in mezzo a noi. Il Vangelo ci fa vedere diverse reazioni: quella dell’apostolo Tommaso, quella di Maria di Magdala e quella dei due discepoli di Emmaus. Tommaso pone una condizione alla fede, chiede di toccare le piaghe; Maria Maddalena piange, lo vede, ma non lo riconosce, si rende conto che è Gesù soltanto quando Lui la chiama per nome; i discepoli di Emmaus, depressi e con sentimenti di sconfitta, giungono all’incontro con Gesù lasciandosi accompagnare da un misterioso viandante. Cercavano tra i morti colui che è vivo e fu lo stesso Signore a correggere la rotta. Quale rotta seguiamo per incontrare il Cristo vivo? Lui sarà sempre vicino a noi per correggere la rotta se noi abbiamo sbagliato.

«Perché cercate tra i morti colui che è vivo?». Questa domanda ci fa superare la tentazione di guardare indietro, a ciò che è stato ieri, e ci spinge in avanti verso il futuro. Gesù non è nel sepolcro, è il Risorto! Colui che sempre rinnova il suo corpo che è la Chiesa. «Ieri» è la tomba di Gesù e la tomba della Chiesa, il sepolcro della verità e della giustizia; «oggi» è la resurrezione perenne verso la quale ci sospinge lo Spirito Santo, donandoci la piena libertà.

Non è scontato accettare la presenza del Risorto
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