La parola del Papa
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Non si può seguire Gesù fuori dalla Chiesa

Martedì 23 aprile, memoria liturgica di san Giorgio martire, Papa Francesco ha ricordato il suo onomastico presiedendo la Messa nella Cappella Paolina.

All’omelia ha, tra l’altro, osservato che l’identità cristiana non è una carta d’identità. L’identità cristiana è un’appartenenza alla Chiesa, perché trovare Gesù fuori della Chiesa non è possibile. Il Pontefice ha valuto ripetere quanto diceva il suo predecessore Paolo VI nell’Esortazione apostolica «Evangelii nuntiandi»: è una dicotomia assurda vivere con Gesù senza la Chiesa, seguire Gesù fuori della Chiesa, amare Gesù senza la Chiesa. Ancora Paolo VI parlava della «dolce e consolante allegria di evangelizzare». E questa gioia - ha continuato Papa Francesco - incomincia con una persecuzione, con una tristezza grande, e finisce, appunto, con la felicità. E così la Chiesa va avanti, come annota Sant’Agostino, fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni del Signore. Se noi vogliamo andare sulla strada della mondanità, negoziando con il mondo mai avremo la consolazione del Signore. E se noi cerchiamo soltanto la consolazione, sarà una consolazione superficiale e umana, non quella del Signore. La Chiesa va sempre tra la Croce e la Risurrezione. E questo è il cammino : chi va per questa strada non sbaglia. Dalla persecuzione, come ci insegna la storia delle origini cristiane, scoppia la missionarietà della Chiesa. I primi discepoli uscirono da se stessi, pieni di fervore arrivarono fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiochia, ebbero il coraggio di annunciare Gesù ai Greci, un annuncio che a quel tempo appariva scandaloso (At 11,1920). In questo furono spinti dallo Spirito Santo.

Pensiamo - ha aggiunto il Pontefice - alla Madre Chiesa che cresce, cresce con i nuovi figli, ai quali dà l’identità della fede, perché, come si è visto, non si può credere in Cristo senza la Chiesa. Lo dice Gesù : Ma voi non credete, perché non fate parte delle mie pecore (cfr. Gv 10,26). Se non siamo «pecore di Gesù», la fede non viene; è una fede all’acqua di rose, una fede senza sostanza. Rammentiamoci la consolazione che ha avuto Barnaba che è proprio la «dolce e consolante gioia di evangelizzare». Chiediamo al Signore - ha concluso Papa Francesco - questa energia che ci muova ad andare avanti, come fratelli, insieme. Avanti, portando il nome di Gesù nel seno della Santa Madre Chiesa, come diceva Sant’Ignazio, gerarchica e cattolica.

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