La parola del Papa
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Pensare al Paradiso dà forza all’anima

Mercoledì 26 novembre Papa Francesco, all’udienza generale, ha affermato che la meta a cui tende la Chiesa è, come dice la Bibbia, la «Gerusalemme nuova», il «Paradiso». Più che un luogo, si tratto uno stato dell’anima in cui le nostre attese più profonde saranno compiute in modo sovrabbondante e il nostro essere, come creature e figli di Dio, giungerà alla piena maturazione.

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Saremo finalmente rivestiti della gioia, della pace e dell’amore di Dio, in modo completo, senza più alcun limite, e saremo faccia a faccia a faccia con Lui! Pensare al Cielo, dove tutti noi ci ritroveremo, dà forza all’anima. In questa prospettiva è bello percepire come ci sia una continuità e una comunione di fondo tra la Chiesa che è nel Cielo e quella ancora in cammino sulla terra. Coloro che già vivono al cospetto di Dio possono infatti sostenerci e intercedere per noi, pregare per noi. D’altro canto, anche noi siamo invitati a offrire opere buone, preghiere e la stessa Eucaristia per alleviare la tribolazione delle anime che sono in attesa della beatitudine senza fine. Nella prospettiva cristiana la distinzione non è più tra chi è già morto e chi non lo è ancora, ma tra chi è in Cristo e chi non lo è! Questo è l’elemento determinante e veramente decisivo per la nostra salvezza e per la nostra felicità. Nello stesso tempo, la Sacra Scrittura ci insegna che il compimento di questo disegno meraviglioso non può non interessare anche tutto ciò che ci circonda e che è uscito dal pensiero e dal cuore di Dio.

L’apostolo Paolo lo sostiene in modo esplicito, quando dice che «anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli» (Rm 8,21). Altri testi utilizzano l’immagine del «cielo nuovo» e della «terra nuova» (2 Pt 3,13; Ap 21,1), nel senso che tutto l’universo sarà rinnovato e verrà liberato una volta per sempre da ogni traccia di male e dalla stessa morte. Quella che si prospetta, come compimento di una trasformazione che in realtà è già in atto a partire dalla morte e resurrezione di Cristo, è quindi una nuova creazione; non dunque un annientamento del cosmo e di tutto ciò che ci circonda, ma un portare ogni cosa alla sua pienezza di essere, di verità, di bellezza. Questo è il disegno che Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, da sempre vuole realizzare e sta realizzando. Quando pensiamo a queste stupende realtà che ci attendono, ci rendiamo conto di quanto appartenere alla Chiesa sia davvero un dono mirabile, che porta iscritta una vocazione altissima!

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