La parola del Papa
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Piangere per l’ingiustizia e per l’oppressione

Mercoledì 17 febbraio Papa Francesco, all’omelia della Messa celebrata a Ciudad Juarez in Messico, commentando le letture del giorno, in particolare la storia della missione del profeta Giona, ha osservato che in quel testo ci troviamo di fronte la mistero della misericordia divina.

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La misericordia schiaccia sempre la malvagità, prendendo molto sul serio l’essere umano. Fa sempre appello alla bontà di ogni persona, anche se è addormentata. Lungi dall’annientare, come molte volte pretendiamo o vogliamo fare noi, la misericordia si fa prossima ad ogni situazione per trasformarla dall’interno. Questo è propriamente il mistero della misericordia divina. Si avvicina e invita alla conversione, al pentimento, a vedere il danno che a tutti i livelli si sta causando.

Il re di Ninive ascoltò il profeta Giona inviato da Dio per risvegliare un popolo ubriaco di se stesso, i Niniviti reagirono e si decretò il pentimento. La misericordia di Dio entrò nel cuore rivelando e manifestando ciò che è la nostra certezza e la nostra speranza: c’è sempre la possibilità di cambiare, siamo in tempo per modificare e cambiare, convertire quello che ci sta distruggendo come popolo e che ci sta degradando come genere umano. Il profeta Giona aiutò a vedere, a prendere coscienza. Subito dopo la sua chiamata trova uomini e donne capaci di pentirsi, capaci di piangere.

Piangere per l’ingiustizia e per l’oppressione. Sono le lacrime che possono aprire la strada al cambiamento; sono le lacrime che possono ammorbidire il cuore, sono le lacrime che possono purificare lo sguardo e aiutare a vedere la spirale di peccato in cui molte volte siamo immersi. Sono le lacrime che possono generare una rottura che ci conduce alla conversione. Così accadde a Pietro dopo aver rinnegato Gesù: pianse e le lacrime gli aprirono il cuore. Chiediamo a Dio il dono della conversione, il dono delle lacrime; chiediamogli di poter avere il cuore aperto come i Niniviti al suo appello nel volto sofferente di tanti uomini e di tante donne.

Mai più morte e sfruttamento! C’è sempre una via di uscita e c’è sempre un’opportunità, c’è sempre tempo per implorare la misericordia del Padre. Come avvenne al tempo di Giona anche oggi scommettiamo sulla conversione; ci sono segni che diventano luce nel cammino e un annuncio di salvezza. Ricordiamoci del Salmo 51, «Per la tua immensa compassione e misericordia, Signore, abbi pietà di noi… purificaci dai nostri peccati e crea in noi un cuore puro, uno spirito puro».

Piangere per l’ingiustizia e per l’oppressione
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