La parola del Papa
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Una visione di Chiesa fondata sulla comunione

Mercoledì 19 novembre Papa Francesco, all’udienza generale, ha ricordato che è stato un grande dono del Concilio Vaticano II quello di aver recuperato una visione di Chiesa fondata sulla comunione, e di aver ricompreso anche il principio dell’autorità e della gerarchia in tale prospettiva.

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Questo ha aiutato a capire meglio che tutti i cristiani, in quanto battezzati, hanno uguale dignità davanti al Signore e sono accumunati dalla stessa vocazione, che è quella alla santità. Dobbiamo aver ben presente - ha aggiunto il Papa - che la santità non è qualcosa che ci procuriamo noi, che otteniamo con le nostre qualità e le nostre capacità. La santità è un dono, è il dono che ci fa il Signore Gesù, quando ci prende con sé e ci riveste di se stesso, ci rende come Lui.

Nella Lettera agli Efesini, l’apostolo Paolo afferma che «Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa» (Ef 5,25-26). La santità, dunque, è il volto più bello della Chiesa, è riscoprirsi in comunione con Dio, nella pienezza della sua vita e del suo amore. Si comprende, allora, che la santità non è una prerogativa soltanto di alcuni: la santità è un dono offerto a tutti, nessuno escluso, per cui costituisce il carattere distintivo di ogni cristiano.

Tutto questo significa che, per essere santi, non bisogna per forza essere vescovi, preti o religiosi; tutti siamo chiamati a diventare santi! Tante volte, poi, siamo tentati di pensare che la santità sia riservata soltanto a coloro che hanno la possibilità di staccarsi dalle faccende ordinarie, per dedicarsi esclusivamente alla preghiera. Ma non è così! Anzi, è proprio vivendo con amore e offrendo la propria testimonianza cristiana nelle occupazioni di ogni giorno che siamo chiamati a diventare santi. E ciascuno nelle condizioni e nello stato di vita in cui si trova. Sei consacrato, sei consacrata? Sii santo vivendo con gioia la tua donazione e il tuo ministero. Sei sposato? Sii santo amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa. Sei un battezzato non sposato? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro e offrendo del tempo al servizio dei fratelli. Sei genitore o nonno? Sii santo insegnando con passione ai figli o ai nipoti a conoscere e seguire Gesù. Accogliamo con gioia l’invito alla santità e sosteniamoci gli uni gli altri, perché il cammino verso la santità non si percorre da soli, ma insieme in quell’unico corpo che è la Chiesa, amata e resa santa dal Signore Gesù Cristo.

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