Lettere al Direttore
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Ancora a proposito del «disegno» sull’omofobia

Sul n. del 1° settembre abbiamo pubblicato alcune lettere critiche sul disegno di legge sull'omofobia. Una lettrice replica, chiedendo di aprire un dibattito su questo tema.

Percorsi: Parlamento
Parole chiave: omofobia (10), gay (52)

Carissimo direttore, sono Annalisa: si ricorda che le scrissi più di un anno fa sul tema dell’omosessualità e la mia lettera fece partire un bel dibattito sul suo giornale? Le scrivo oggi per le lettere da lei pubblicate sul numero del 1° settembre a proposito della proposta di legge sull’omofobia. Mi sento di scriverle perché quelle lettere sono a mio parere tendenziose e totalmente inesatte. Cercherò di offrire alcuni spunti, sperando di destare l’interesse suo e dei lettori:

1) Perché invece di «categorie protette» non parliamo di minoranze discriminate? Purtroppo esiste la legge Mancino in quanto ci sono cittadini perseguiti non per ciò che fanno, bensì per ciò che sono: persone di colore, disabili, donne, o appartenenti a religioni in Italia minoritarie…. E allora perché non estendere questa legge anche agli omosessuali e ai transessuali ogni volta che sono denigrati o picchiati a causa di ciò che sono, della loro identità sessuale?

2) È intollerabile questa confusione strumentale che viene fatta ogni volta si parli di omosessualità: con questa proposta di legge niente c’entra la coppia o l’adozione da parte di omosessuali, niente c’entra il matrimonio gay: qui si parla di un’aggravante nel caso che una persona venga picchiata (come purtroppo accade di frequente), venga derisa o esclusa semplicemente in quanto omosessuale. Scusate, ma il bullismo nelle scuole nei confronti di gay o trans, l’emarginazione che vivono tanti omosessuali nel mondo del lavoro… è giusta? Oppure ci vorrebbe appunto una legge che li tuteli esattamente come accade alle persone di colore o alle donne? In un giornale serio quale è il suo, caro direttore, basta con questa confusione tra omofobia e cultura laicista!

3) Chi l’ha detto che nessuno, nel caso che passasse finalmente questa legge, potrebbe più esprimere la propria opinione riguardo ai matrimoni gay, e addirittura verrà mandato in galera? Dove è scritto, non le sembra talmente assurda come ipotesi da sembrare quasi ridicola? Ben vengano le opinioni di tutti, ben venga il dialogo tra pensieri differenti: ma a partire però da un’eguaglianza di diritti che in questo momento in Italia è assente.

4) Ultimo punto, mi scuso per la lunghezza della mia lettera: gli autori della seconda lettera reputano l’orientamento sessuale un elemento del tutto soggettivo e addirittura transitorio: è appurato ormai dalla scienza medica che l’omosessualità e la transessualità sono fattori innati che appartengono all’identità della persona, e per questo immutabili. La prego direttore, almeno su questo siamo davvero tutti d’accordo! Grazie dell’attenzione, e complimenti di cuore per il suo giornale. Spero di portare ancora il mio contributo di dialogo sincero.

Annalisa
Pontassieve

Ringrazio Annalisa per questo contributo, che lascio, come lei chiede, alla riflessione dei lettori. Personalmente resto dell’idea che il testo del disegno di legge sull’omofobia sia molto discutibile, così come resto convinto che da anni, in Italia, un certo tipo di cultura spinga in maniera sempre più decisa verso una discriminazione al contrario, chiamiamola così, ad esempio nei confronti della famiglia (come la intende la nostra Costituzione) alla quale non si vorrebbe più riconoscere alcun diritto, nemmeno quello di poter chiamare un padre, padre e una madre, madre. Si pensi all’assurda proposta di una consigliera comunale veneta (condivisa dal ministro dell’Integrazione) di sostituire «padre» e «madre» con «genitore 1» e «genitore 2» per non discriminare le coppie omosessuali.

Andrea Fagioli

Ancora a proposito del «disegno» sull’omofobia
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