Lettere al Direttore
stampa

Immigrazione: «Non è possibile accogliere tutta l’Africa»

Le parole di Papa Francesco nell'incontro con i giornalisti sul volo di ritorno dalla Colombia hanno stimolato i nostri lettori sul tema dell'accoglienza agli immigrati. Pubblichiamo alcune delle lettere ricevute.

Profughi accolti in Italia con l'iniziativa dei «Corridoi umanitari»

Gentile direttore, dunque il Papa ha ribadito ciò che aveva già detto l’anno scorso durante il suo viaggio di ritorno dalla Svezìa: «Un cristiano deve sempre avere un cuore aperto, ma un governo deve gestire gli sbarchi usando prudenza e valutando in primis, quante persone può accogliere». Anche Papa Francesco quindi si rende conto che l’Italia e l’Europa non possono accogliere tutta l’Africa. La Chiesa da sempre, con i suoi missionari e le sue strutture, sta svolgendo un lavoro prezioso nei paesi sottosviluppati costruendo opere sociali e di assistenza e soprattutto formando le nuove generazioni anche dal punto di vista professionale. I governi europei dovrebbero fare altrettanto per creare condizioni di vita migliori nei paesi del terzo mondo. Sarebbe anche opportuno sviluppare, nei paesi di origine dei migranti, una rete di informazione in modo che i giovani sappiano a cosa vanno incontro lasciando i loro paesi. È penoso vedere per le strade delle nostre città giovani immigrati che chiedono l’elemosina: un sogno infranto dopo tante sofferenze per arrivare nella «terra promessa»!

Goran Innocenti

Con lealtà dobbiamo riconoscere che i grandi flussi migratori verso l’Italia ci sono stati, sopratutto, nel decennio che va dal 2003 al 2012. Sono arrivati albanesi, rumeni e nord africani. Moltissimi erano senza permesso di soggiorno (vedi le badanti ad esempio). Tutti e tutte sono stati regolarizzati perché in Italia serviva manodopera in settori non più ambiti dagli italiani ed assistenza, in casa, agli anziani. Intanto si componevano e si sviluppavano le, loro, giovani famiglie. Infatti, se la popolazione che vive sul territorio italiano non ha ancora raggiunto il 25 % di ultra sessantacinquenni è grazie alla bassissima età media degli immigrati, e dei numerosi bambini, nati pure nei nostri ospedali, ma figli di genitori stranieri. Sappiamo pure come le nascite, da italiani doc, siano continuamente diminuite negli ultimi decenni, e che i decessi sono circa un terzo superiori rispetto ai nuovi nati; che nelle scuole, a partire dalla materna, come in parte anche negli oratori, la presenza è molto variegata per nazionalità di origine. Quindi, l’integrazione dei minori, ma per riflesso anche degli adulti, avviene per compensazione e per necessità. In ogni caso occorre la lucidità nel guardare avanti nel costruire il futuro, e non rimanere prigionieri delle nostre paure, come ci ricorda anche Papa Francesco. Messa in chiaro la realtà, che nessuno può smentire, è nell’interesse di tutta la comunità riconoscere culturalmente e attraverso la legge dello Stato italiano parità di diritti e di doveri, secondo lo spirito della nostra Costituzione. Anzi, è il modo per far conoscere meglio la storia dell’Italia e responsabilizzare quanti potranno diventare italiani a tutti gli effetti. Voler impedire una naturale evoluzione vuol dire soltanto seminare odio e paure che non giovano a nessuno, meno ancora alle persone anziane che necessitano di poter guardare con fiducia alla vita che si rinnova e continua.

Giuseppe Delfrate

La crescente instabilità politico ed economica di tanti Paesi dell’Africa è la causa principale dell’aumento degli sbarchi clandestini dalla coste africane. Molto spesso questi migranti, dopo essere stati costretti a pagare grosse somme di denaro alla criminalità organizzata per poter compiere il viaggio, senza alcun documento e senza alcuna prospettiva di lavoro, diventano anch’essi dei criminali. L’incentivo agli sbarchi è inoltre determinato dalla cronica assenza dell’Europa, che considera il tema dell’immigrazione clandestina più un problema italiano che un’emergenza europea. Però sarà difficile risolvere il problema fino a quando questo argomento verrà trattato solamente come una questione di ordine pubblico o di accoglienza dato che i crescenti flussi migratori si possono gestire con fermezza, lungimiranza e risorse economiche e non con un generalizzato solidarismo o un semplice pugno di ferro. È, dunque, compito dello Stato mettere fine al giro degli affari illegali collegati all’immigrazione clandestina che ogni anno garantisce alle organizzazioni criminali un fatturato di milioni di euro.

Mario Pulimanti

Caro direttore, le notizie non sono confortanti. In Toscana, secondo i dati pubblicati dal suo giornale, ci sono più di 11mila rifugiati in attesa di asilo. Questa estate ho visto sulle spiagge decine di loro a vendere prodotti cinesi. Erano tutti giovani. Il loro domani qual è? Mi pare che i governanti ignorino questo piccolo particolare.

Mario Lorenzini

Dedichiamo l’intera pagina al tema dell’immigrazione, anche perché sull’argomento, oltre a quelle pubblicate, sono arrivate altre lettere. Rimandiamo, invece, alla prossima settimana un ulteriore dibattito sul Festival delle religioni e sulla presenza del Dalai Lama a Firenze, oggetto di ulteriori interventi rispetto a quelli della scorsa settimana. Sull’immigrazione alcuni lettori richiamano le affermazioni del Papa durante il volo di ritorno dalla Colombia. Rispondendo a una domanda specifica, Francesco ha spiegato appunto che il problema dei migranti è prima di tutto «cuore aperto, sempre», «ma un governo deve gestire questo problema con la virtù propria del governante, cioè la prudenza». Ha poi parlato di numeri, suggerendo di verificare i posti disponibili perché gli immigrati non vanno solo ricevuti, vanno integrati: «Il numero è questo, di più non posso, perché c’è il pericolo della non integrazione». Parole semplici, molto chiare, alle quali non c’è niente da aggiungere.

Andrea Fagioli

Immigrazione: «Non è possibile accogliere tutta l’Africa»
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento