Lettere al Direttore
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La bestemmia è segno del vuoto di valori e della degenerazione

La nostra società - scrive un lettore - sembra assuefarsi alla proliferazione della bestemmia che è quasi sempre contro la fede cristiana.

Uno dei cartelli che venivano esposti un tempo per contrastare la cattiva abitudine delle bestemmie

Se è vero che, anche il linguaggio è segno dei tempi e cartina di tornasole del livello di civiltà della società non ci si può che rattristare dinnanzi all’incontrastata proliferazione della bestemmia. E’ sotto gli occhi di chiunque che non esiste alcun ambiente o ceto immune da questa immonda ed incivile piaga sociale. La bestemmia, ancor prima di mancare di rispetto ai sentimenti e ai valori religiosi, offende il comune sentire delle più elementari regole di urbanità e convivenza. Risalendo alle cause e alle motivazioni di questo incivile vezzo nazional-popolare, si scopre che il bestemmiatore non offende Dio e la Madonna per inveterata abitudine o disinvolto intercalare (come cercano invece di giustificare e tollerare i buonisti e talvolta persino genitori dalle ampie vedute), ma semplicemente perché: in primis odia le divinità cristiane (mai si è sentito alcuno insultare Allah o Budda), in secondo luogo perché il blasfemo è persona vuota di valori, di contenuti, di linguaggio, di argomentazioni, di prospettiva, di sostanza e di tutto quel bagaglio dialettico e valoriale che contraddistingue una persona civile, matura, rispettosa e saggia.

Gianni Toffali

Onestamente non so, caro Toffali, se il bestemmiatore «odia le divinità cristiane». Certo è – e in questo ha ragione – che non si è mai sentito alcuno, almeno qui in Italia, insultare Allah o Budda. Ma la cosa vera è proprio il vuoto di valori, oltre all’ignoranza e alla maleducazione, a caratterizzare chi bestemmia. Una pessima abitudine che purtroppo si sta diffondendo tra i giovani e persino tra i personaggi dello spettacolo. Di recente abbiamo avuto un paio di squallidi casi in televisione (tutti e due al «Grande fratello vip» di Canale 5) e uno in radio (a «Lo Zoo di 105» su Radio 105). E non era la prima che accadeva in entrambi i programmi. Segno, pertanto, di una degenerazione complessiva del linguaggio dei media, ma anche dell’intera società di cui radio e tv non sono altro che lo specchio.

Andrea Fagioli

La bestemmia è segno del vuoto di valori e della degenerazione
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