Lettere al Direttore
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La reale o presunta mancanza di rispetto per i luoghi sacri

Un lettore ci scrive per lamentare «lauti banchetti, con annessi gabinetti» che si tengono talvolta nelle chiese. Il problema del degrado e dei cattivi comportamenti è reale.. ma forse il bersaglio (pranzi per i poveri) è sbagliato...

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Il pranzo del Papa con i poveri in San Petronio, a Bologna (Foto Sir)

Caro direttore, non comprendo perché nelle chiese si devono fare lauti banchetti, con annessi gabinetti, feste di ogni genere, ecc. Gesù prese la frusta, Mosè si tolse i sandali perché calpestava un luogo sacro. Senza contare l’ingresso ai cani. Scusi direttore ma i cani si possono portare in teatro o all’ospedale?No! Perché portarli in chiesa? Alle mie osservazioni mi rispondono sempre: meglio un cane che un cristiano, ed io: ma se cade chi l’aiuta a rialzarsi il cane o un cristiano? Anche nei matrimoni il pudore viene meno. Il clero è responsabile di questo lassismo e bonismo che non porta da nessuna parte, anzi fa diminuire il rispetto per i luoghi sacri. Durante i concerti , nei teatri regna silenzio e compostezza, in chiesa ciabatte e pantaloncini da mare. Ci dobbiamo svegliare e fermare questa deriva dissacratoria.

Roberto Lombardo

Attenzione, però, caro Lombardo, a non fare di tutta l’erba un fascio. Una cosa è la mancanza di rispetto per i luoghi sacri e posso essere d’accordo con lei che in certi casi si esagera davvero. Altra cosa sono i pranzi in chiesa. Lei li definisce «lauti banchetti, con annessi gabinetti», ma ho l’impressione si riferisca ai recenti pranzi che in molte chiese di molte diocesi sono stati organizzati in occasione delle feste natalizie per le persone meno abbienti o sole. In questo caso non viene certo meno il rispetto per i luoghi sacri, anzi: l’attenzione alla persona è di fatto attenzione a un luogo sacro. Proprio domenica scorsa la seconda lettura della Messa, tratta dalla prima lettera ai Corinzi, ci ricordava che il nostro corpo è «tempio dello Spirito Santo». Se dunque diamo retta a San Paolo, che di queste cose se ne intendeva, noi siamo dimora sacra dove Dio abita. Di fatto le persone stesse sono una chiesa. Ben venga dunque una maggiore attenzione alle persone, soprattutto alle più disagiate. E ben vengano, se sono fatti con questo scopo, i pranzi in chiesa, «con annessi gabinetti», perché, anche se tempio dello Spirito, il corpo umano mantiene le proprie necessità.

Andrea Fagioli

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