Lettere al Direttore
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Nella formazione di Bassetti non dimentichiamo Agresti

Ha suscitato particolare interesse tra i nostri lettori la nomina del card. Gualtiero Bassetti a presidente dei vescovi italiani. «Don Gualtiero», come ancora in molti lo chiamano, è legato in particolare a tre Diocesi toscane: Firenze, dove è stato ordinato prete ed è stato Vicario generale, Massa Marittima-Piombino e Arezzo-Cortona-Sansepolcro delle quali è stato vescovo. Pubblichiamo due tra queste lettere.

Papa Francesco con il card. Gualtiero Bassetti (Foto Sir)

Caro direttore, coloro che hanno avuto modo di conoscere, direttamente o indirettamente, monsignor Gualtiero Bassetti, da otto anni vescovo di Perugia, possono testimoniare che si tratta di una persona semplice, con alle spalle oltre 50 anni di esperienze sacerdotali e pastorali, vissute anche per la promozione integrale di ogni persona, compreso i tanti emarginati della nostra società consumistica. Quindi, la scelta di papa Francesco per averlo come presidente della Conferenza episcopale italiana è motivo di gioia per il popolo cristiano che vive in Italia, e potrà contribuire al rinnovamento della Chiesa cattolica, e ad una maggiore apertura al dialogo intereligioso, tenendo conto della realtà demografica che si riscontra nelle nostre comunità.

Giuseppe Delfrate

Tra i commenti che ho letto su molti giornali, anche locali sulla nomina del cardinale Bassetti a presidente della Cei, rilevo una mancanza che riguarda la prima formazione di don Gualtiero mentre era seminarista e il rettore del Seminario era monsignor Agresti, grande prete fiorentino del periodo postconciliare che non capisco perché sia abbastanza dimenticato. Ricordo molto bene la stima che aveva di Bassetti il rettore Agresti e credo che anche l’attuale cardinale ricambiasse la stima. Questo credo che sia il motivo per cui Bassetti sia legato alla Comunità di Gesù dall’Agresti voluta e fondata. Certo, poi per don Gualtiero ci sono stati i cardinali Benelli e soprattutto Piovanelli, ma credo che il periodo del Seminario con rettore Agresti siano stati, per Bassetti, molto importanti. Tanto per aggiunger un tassello e una mia testimonianza ai vari commenti sulla nomina del cardinale Bassetti a presidente della Cei.

Luigi Ceccatelli

Pubblichiamo due tra le lettere arrivate in questi giorni sull’elezione del cardinale Gualtiero Bassetti alla presidenza della Conferenza episcopale italiana. Sono un’ulteriore testimonianza della soddisfazione con cui la notizia è stata accolta in Toscana e che registriamo nel «saluto» in prima pagina, nel paginone di «Ecclesia» e in alcune edizioni locali delle diocesi che hanno avuto Bassetti come sacerdote o vescovo. Qui ci interessa soprattutto riprendere la sollecitazione dell’amico Luigi Ceccatelli, che invita a non dimenticare il ruolo avuto da monsignor Giuliano Agresti nella formazione dell’allora seminarista Gualtiero Bassetti. A confermarlo è la storia stessa di questo giornale, che ha avuto monsignor Agresti tra i suoi promotori, monsignor Bassetti tra i suoi convinti sostenitori e un direttore, Alberto Migone, formatosi alla scuola dello stesso Agresti assieme a Bassetti. Non è un caso che Alberto e don Gualtiero abbiamo coltivato e mantenuto nel tempo un rapporto di vera amicizia e di confidenza spirituale. Lo possono ben testimoniare le rammentate missionarie laiche della Comunità di Gesù, con in testa la sua fondatrice (assieme all’Agresti) Leda Minocchi. Una comunità a cui Bassetti è sempre rimasto legato. E lo è ancora, anche se gli impegni (adesso pure aumentati) gli impediscono una frequenza costante, comunque desiderata.

Andrea Fagioli

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