Lettere al Direttore
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Omofobia, un «disegno» molto discutibile

Quello della nuova legge sull'omofobia, in discussione in Parlamento, è un tema molto caldo. Pubblichiamo due tra le lettere ricevute.

Parole chiave: omofobia (10)

Egregio direttore, i «Giuristi per la vita» hanno denunciato, dal principio, che il disegno che sta dietro alla legge sull’omofobia è quello di impedire ogni dibattito sul matrimonio gay e sulla relativa adozione di figli. Infatti, chi volesse sostenere che i gay non hanno diritto né di adottare, né di produrre dei figli, verrebbe punito dalla «Legge Scalfarotto- Leone» e additato come persona che discrimina. Una piccola prova di ciò sta nell’impegno dell’onorevole Scalfarotto non solo nella lotta alla cosiddetta «omofobia», ma anche nel suo tentativo di proporre come buono e giusto il modello «famigliare» in cui manchino il padre o la madre. A tal fine si segnala la sua postfazione al libro di Chiara Lalli, Buoni genitori – Storie di mamme e papà gay (Il Saggiatore), che reca sul retro la scritta: «Ogni famiglia è famiglia a modo suo».

In questo libro, Chiara Lalli, per altri versi famosa apologeta dell’aborto libero e gratuito, non fa altro che negare decisamente che un padre e una madre siano il meglio augurabile per ogni bambino. Il fatto che Scalfarotto non solo abbia scritto la postfazione a questo libro, pieno di falsità e nemico acerrimo del buon senso, ma lo abbia presentato anche pubblicamente, insieme a Pippo Civati, la dice lunga sul disegno a lungo termine del deputato del Pd (con buona pace dei cosiddetti cattolici del suo partito, tutti silenziosi ed allineati).

Lucio Visentin
indirizzo email

Il disegno di legge che vorrebbe introdurre nell’ordinamento giuridico italiano il reato di omofobia e transfobia, fortemente voluto dal Pd con Dario Franceschini e Ivan Scalfarotto, attraverso l’applicazione della «Legge Mancino» rischia di essere un testo con intenzione liberticida, volto a minare e limitare il diritto alla libertà di pensiero e di espressione sanciti e tutelati dalla nostra Carta Costituzionale. Infatti la «Legge Mancino», mediante l’introduzione del reato di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi e quindi di sanzioni più gravi per lo stesso tipo di reato, non fa che individuare certe categorie «protette», destinatarie di particolare tutela, andando a ferire il principio costituzionale secondo cui «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali» (art.3).

Se il disegno di legge verrà votato, anche gli omosessuali e i transessuali, saranno riconosciuti come categoria «protetta», e di conseguenza verrà riconosciuto come reato ogni opinione espressa in pubblico o a scuola contro l’ideologia del gender, contro l’orientamento sessuale disancorato dal dato biologico e contro il matrimonio e le adozioni gay. Tanto per fare un esempio, le conseguenze penali per coloro che intraprendessero un’iniziativa pubblica per ostacolare o contestare una legge che autorizzi il matrimonio omosessuale, così come per coloro che definissero l’omosessualità quale atto intrinsecamente «disordinato», sarebbero la reclusione da 6 mesi a 4 anni. Inoltre, contravvenendo sempre al dettato costituzionale, in base al quale un sistema penale deve fondarsi su dati oggettivi, per la nuova normativa sarà penalmente rilevante un elemento del tutto soggettivo e transitorio come l’orientamento sessuale, che si basa  non sull’identità del sesso biologico, bensì sulla percezione di sé e dell’attrazione verso il proprio o l’altro o entrambi i sessi.

C’è veramente bisogno di questa legge o è il tentativo attraverso il quale raggiungere anche in Italia il riconoscimento giuridico delle coppie e del matrimonio gay? Purtroppo, con il tacito consenso di tanti cattolici, mediato dalla politica, si sta imponendo un tipo di cultura laicista che, rivoluzionando totalmente la visione antropologica e privando i soggetti dei diritti e delle libertà fondamentali, intende vanificare la differenza sessuale al fine di abbattere uno dei  pilastri su cui poggia la nostra società, ossia la famiglia «naturale», fondata sul matrimonio tra uomo e donna.

Elena Bardelli
consigliere comunale Pdl Serravalle Pistoiese
Patrizio La Pietra
consigliere provinciale Pdl Pistoia
Sandra Palandri
consigliere comunale Pdl Lamporecchio

Il testo del disegno di legge sull’omofobia, che porta la firma non solo di Ivan Scalfarotto del Pd ma anche di Antonio Leone del Pdl, ha fatto e sta facendo discutere: dapprima in commissione parlamentare e poi in aula alla Camera dove è giunto in forma semiclandestina in un’afosa sera d’inizio agosto e dove ritornerà a settembre (si spera con qualche parlamentare presente in più). Fa discutere proprio per quel rischio evidenziato nelle due lettere e cioè che possa diventare reato, ad esempio, essere contrari al matrimonio tra omosessuali e che non lo si possa esprimere liberamente. Insomma, c’è il pericolo che per combattere una discriminazione se ne creino altre attraverso una legge a sua volta discriminante. Va dato atto anche ad alcuni parlamentari del Pd e di Scelta civica di aver fatto il possibile per emendare e «migliorare» un testo che rimane comunque molto discutibile e sul quale ci auguriamo si possa riaprire il dibattito.

Andrea Fagioli

Omofobia, un «disegno» molto discutibile
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Gruppo Kairos 07/10/2013 12:50
Ma la cosa migliore non sarebbe ascoltare chi vive in prima persona queste situazioni?
Carissimo direttore di Toscana Oggi, le scriviamo come kairòs, gruppo di cristiani omosessuali di Firenze. Siamo attivi da più di dieci anni nella diocesi fiorentina e in tutta la Toscana: siamo giovani, adulti, uomini e donne, persone in cerca di Dio, cariche di domande e di speranza. Kairòs è un gruppo di preghiera, di informazione e di relazione.
Siamo Chiesa, anche se talvolta la chiesa ufficiale non ci vuole, ci tiene lontani o, forse ancora peggio, fa finta di non vederci. Le scriviamo a proposito del dibattito sulla legge contro l’omofobia che è ospitato più volte sul suo settimanale, sia nella sua versione cartacea che web: tante parole, tanti discorsi… Ma la cosa migliore non sarebbe ascoltare chi vive in prima persona queste situazioni?
Dio ci ha creati così e abbiamo imparato ad amarci, anche se molti di noi hanno fatto esperienza di discriminazione, di violenza, di isolamento.. Non crede che lo Stato debba dare una risposta anche a questo disagio e promuovere il pieno sviluppo di ogni persona?

Alcune lettere che avete recentemente pubblicato mettono addirittura in dubbio la naturalezza del nostro modo di amare, mentre noi sappiamo che non è possibile cambiare la propria affettività, si può solo scegliere come viverla. Questo trova conferma anche nelle ricerche fatte dai più alti organismi mondiali della salute come l’APA (Associazione Psicologi Americani), l’organizzazione mondiale della sanità, nonché l’Ordine degli psicologi Italiani.
Perciò ci sentiamo offesi dal fatto che in un giornale come il suo venga dato spazio a certe lettere in cui si parla di "terapie riparative" e di "guarigione dall’omosessualità". Ha presente quanta sofferenza c’è dietro quei metodi cosidetti "riparativi"? Alcuni ragazzi del nostro gruppo hanno vissuto l’esperienza di queste cosidette "terapie" e, ahimè, ne portano ancora i segni.
Non solo quelle terapie sono inefficaci, ma sono drammatiche per chi le subisce, e definite NOCIVE dagli ordini degli psicologi di tutto il mondo!

Ci fermiamo qui, perdoni il tono di questa lettera, comunque ci auguriamo che voglia approfondire la conoscenza con il nostro gruppo. Un saluto e, speriamo, a presto!

Il gruppo kairòs, cristiani omosessuali di Firenze

Sito Web: http://kairosfirenze.wordpress.com/
Email: kairosfirenze@yahoo.it
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Gino Scarpelli 29/09/2013 01:58
Una rieducazione della società alla comprensione e al rispetto.
Gentile Direttore.
Sono Gino Scarpelli di Firenze. Mi ricollego alla questione della legge sull'omofobia per sottolineare che, in realtà, presenta un grosso difetto: la mancanza di chiarezza. Tuttavia, mi permetto di ritenere infondate le preoccupazioni espresse dai lettori che prevedono una sorta di persecuzione contro chi possa sostenere delle opinioni negative nei confronti di chi, come me, è omosessuale e dei transessuali. In ogni caso, ciò che mi interessa di più di questo dibattito non è tanto il sistema legislativo (talvolta, farraginoso e inconcludente), quanto la necessità di cambiamento sociale; voglio dire che, chi ha ancora dei pregiudizi nei confronti di gay, lesbiche, transessuali e altre categorie di esseri umani deve imparare a conoscerle. Sono veramente offensive (ma, attenzione, non penalmente perseguibili!) le definizioni menzionate sopra e che riporto qui di seguito: l’omosessualità quale atto intrinsecamente «disordinato»; elemento del tutto soggettivo e transitorio come l’orientamento sessuale, che si basa non sull’identità del sesso biologico, bensì sulla percezione di sé e dell’attrazione verso il proprio o l’altro o entrambi i sessi. Sì, si tratta di offese, perché l'amore e la sessualità non etero non sono intrinsecamente disordinati e anche perché le identità sessuali diverse da quella eterosessuale esistono come dati oggettivi. A tal proposito, è reperibile un'immensa bibliografia, da cui cito soltanto il saggio "Omosessualità: una proposta etica" del filosofo Giannino Piana. Perché sono costretto a sentire queste false dichiarazioni? Io non chiedo che chi le sostiene venga punito, ma pretendo, come cittadino italiano e europeo, che chi si ostina a considerarci "sbagliati" si impegni a voler cambiare idea e impari a non far più differenza tra eterosessuali e omo-transessuali, bensì tra coloro che non fanno nulla di male a nessuno e quelli che, al contrario, commettono reati e soprusi.
Con questo ho finito e La ringrazio per l'attenzione.
Cordiali saluti.
Gino Scarpelli

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Mauro Vaiani 09/09/2013 18:47
Un po' di chiarezza sulla legge Mancino
Caro direttore,
le opinioni riportate dal suo giornale esprimono il timore che si possano reprimere reati di opinione, in materia di condizione degli omosessuali e transessuali.
Ribadiscono, nello stesso tempo, le loro opinioni sul mondo delle persone queer, sui loro legami, sui loro figli.
Indipendentemente dal giudizio che si può avere su queste opinioni anti-queer - il mio è assolutamente negativo, sia chiaro - vorrei chiedere a lei e ai suoi lettori: cosa c'entrano queste opinioni piene di pregiudizi con la legge Mancino?
Hanno letto queste persone la legge Mancino?
Sanno di cosa tratta?
Mi permetto di riasusmere qui gli intenti della legge Mancino, che avrà molti difetti, ma contiene concetti semplici e comprensibili a tutti.
Tutte le opinioni - anche le più odiose e insidiose - sono sempre lecite, nel nostro ordinamento. I reati di opinione che ancora esistono sono davvero residuali e non vengono praticamente mai perseguiti.
Per essere chiari, odiare le donne, gli ebrei, le persone queer, i nani, gli zingari, non è vietato.
E non può esserlo.
Chi ha opinioni sbagliate o addirittura malvage contro le persone diverse, non ha nulla da temere, nel nostro ordinamento, tanto meno dalla legge Mancino.
Ciò che invece è sempre vietato è essere violenti e incitare alla violenza contro altre persone umane.
Questo, invece, è sempre vietato.
Cosa fa, allora, la legge Mancino?
Semplicemente si limita a punire più severamente chi è violento o incita alla violenza, proprio sulla scorta di alcune convinzioni razziste, xenofobe, anti-semite, discriminatorie, che sono considerate particolarmente gravi e pericolose in questo nostro momento storico.
Nessuno chiede che siano puniti coloro che ancora si attardano a credere che l'omosessualità e altre diversità sessuali e psicologiche, siano una specie di "vizio".
Se però si scatena una violenza contro un adolescente gay, perche' è gay, allora coloro che lo hanno aggredito meritano una pena più severa. Questo è un segnale importante che può essere dato contro la diffusione dell'odio organizzato e politicizzato. Un segnale simile a quello che si è dato in passato per frenare l'antisemitismo o il disprezzo della donna.
Grazie dell'ospitalità.

Mauro Vaiani
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annalisa74 07/09/2013 00:00
Commento alle lettere
Carissimo direttore, sono Annalisa: si ricorda che le scrissi più di un anno fa sul tema dell’omosessualità e la mia lettera fece partire un bel dibattito sul suo giornale?
Le scrivo oggi per le lettere da lei pubblicate sul numero del 1 Settembre a proposito della proposta di legge sull’omofobia.
Mi sento di scriverle perché quelle lettere sono a mio parere tendenziose e totalmente inesatte.
Cercherò di offrire alcuni spunti, sperando di destare l’interesse suo e dei lettori:
1) Perché invece di “categorie protette” non parliamo di minoranze discriminate? Purtroppo esiste la legge Mancino in quanto ci sono cittadini perseguiti non per ciò che fanno, bensì per ciò che sono: persone di colore, disabili, donne, o appartenenti a religioni in Italia minoritarie…. E allora perché non estendere questa legge anche agli omosessuali e ai transessuali ogni volta che sono denigrati o picchiati a causa di ciò che sono, della loro identità sessuale?

2) E’ intollerabile questa confusione strumentale che viene fatta ogni volta si parli di omosessualità: con questa proposta di legge niente c’entra la coppia o l’adozione da parte di omosessuali, niente c’entra il matrimonio gay: qui si parla di un aggravante nel caso che una persona venga picchiata (come purtroppo accade di frequente), venga derisa o esclusa semplicemente in quanto omosessuale. …scusate, ma il bullismo nelle scuole nei confronti di gay o trans, l’emarginazione che vivono tanti omosessuali nel mondo del lavoro… è giusta? Oppure ci vorrebbe appunto una legge che li tuteli esattamente come accade alle persone di colore o alle donne? In un giornale serio quale è il suo, caro direttore, basta con questa confusione tra omofobia e cultura laicista!

3) Chi l’ha detto che nessuno, nel caso che passasse finalmente questa legge, potrebbe più esprimere la propria opinione riguardo ai matrimoni gay, e addirittura verrà mandato in galera? Dove è scritto, non le sembra talmente assurda come ipotesi da sembrare quasi ridicola? Ben vengano le opinioni di tutti, ben venga il dialogo tra pensieri differenti: ma a partire però da un’eguaglianza di diritti che in questo momento in Italia è assente.

4) Ultimo punto, mi scuso per la lunghezza della mia lettera: gli autori della seconda lettera reputano l’orientamento sessuale un elemento del tutto soggettivo e addirittura transitorio: è appurato ormai dalla scienza medica che l’omosessualità e la transessualità sono fattori innati che appartengono all’identità della persona, e per questo immutabili.

La prego direttore, almeno su questo siamo davvero tutti d’accordo!
Grazie dell’attenzione, e complimenti di cuore per il suo giornale.
Spero di portare ancora il mio contributo di dialogo sincero.
Annalisa di Pontassieve

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