Lettere al Direttore
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Perché è stata ridotta una delle rubriche più seguite?

Un lettore si lamenta per il ridotto spazio dedicato alle lettere sul settimanale cartaceo.

Percorsi: Settimanale

Caro direttore, con rammarico ho notata che su «Toscana Oggi» è stata ridimensionata una delle rubriche più seguite come «I lettori ci scrivono». Perché? Non mi sembra sia stata sostituita con qualcosa di più interessante. Mi auguro possiate ripensarci anche per dare ai lettori la possibilità di esprimersi.

Ivan Bellucci

Il bello di questa breve lettera, di cui ringrazio sinceramente l’autore, è che è arrivata scritta a mano via fax. Quando arriva una lettera scritta a mano mi piace sottolinearlo perché sono sempre più rare. Ma rarità nella rarità, questa settimana c’è anche il mezzo con cui è stata invita: il telefax: Dico questo per spiegare uno dei motivi (ma non è il solo, ce ne sono altri di cui dirò) che ci hanno spinto a modificare questa pagina, ovvero sono sempre meno le lettere che arrivano in redazione. Non è che i lettori siano meno partecipi, è che esistono nuove forme e nuovi mezzi di partecipazione. Sempre più persone, anche tra i nostri lettori, si affidano ai social network: a facebook, a twitter..., «luoghi» in cui lo scambio di opinioni è immediato e continuo. Oppure lasciano messaggi sul nostro sito internet, tra l’altro sempre più potenziato.

Che ai giornali arrivino meno lettere lo si vede anche dalle firme che ricorrono sul nostro settimanale, che spesso sono le stesse che ritroviamo sui quotidiani locali. Insomma, il numero dei lettori che scrive lettere ai giornali si sta riducendo e i pochi che lo fanno le mandano a tutti. Ci arrivano lettere anche da fuori della Toscana, ma il più delle volte non le prendiamo in considerazione proprio perché non si tratta di nostri lettori, ma di persone che scrivono a più testate in tutta Italia.

In ogni caso, ai nostri veri lettori, noi cerchiamo sempre di garantire lo spazio necessario. Com’è successo anche l’altra settimana, sfruttiamo rubriche di questa pagina anche per lettere un po’ più articolate in forma di opinioni o di interventi. Questa settimana, però, come intervento c’è uno scritto del presidente della Federazione italiana dei settimanali cattolici, che parla di una campagna in difesa del pluralismo nell’informazione anche attraverso il sostegno dello Stato. E questo ci introduce all’altro e più grave motivo per cui abbiamo un po’ ridotto lo spazio delle lettere. Lo abbiamo ridotto perché abbiamo ridotto complessivamente gli spazi e le pagine del giornale. Lo avevamo annunciato all’inizio dell’anno spiegando che per la stampa, compresa la nostra, questi non sono tempi facili. La crisi ha colpito duro anche i settimanali cattolici: i contributi per l’editoria, ormai ridotti a spiccioli, sono destinati all’estinzione; la pubblicità non riparte e anche le vendite del giornale segnano il passo, nonostante la carta stampata locale tenga molto di più rispetto a quella nazionale. Di contro aumentano i costi. Una situazione insomma complessa, alla quale possiamo reagire soprattutto con il sostegno dei lettori, che per questo invitiamo (chi non l’avesse ancora fatto) a rinnovare l’abbonamento.

Ma c’è bisogno anche di contenere le spese e una delle possibilità ci è data dalla riduzione delle pagine. Cosa che abbiamo fatto con il dorso regionale, pur garantendo il cosiddetto «full color», ovvero tutte le pagine a colori, che non sono perfette, lo riconosciamo, ma anche questo è un risultato della crisi che ha colpito pure la tipografia dove stampiamo da oltre trent’anni, che è stata costretta a un ridimensionamento sia sul piano tecnico che su quello del personale. Non abbiamo toccato comunque il fascicolo locale, che resta di 8 pagine per ciascuna delle 16 edizioni che compongono Toscana Oggi. Ci sono solo alcune parti in comune, che però hanno lo scopo di favorire la conoscenza e lo scambio di informazioni tra le diocesi.

Mi auguro, caro Bellucci, di averle risposto in modo esauriente. Ma soprattutto mi auguro che continui a leggere questa pagina e le altre del giornale, restandoci amico e dicendoci sempre tutto quello che non condivide. Grazie.

Andrea Fagioli

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