Lettere al Direttore
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Perché i fascisti non furono mai scomunicati?

Una lettrice, che fu testimone da bambina del passaggio del fronte, nella Seconda guerra mondiale, ci chiede perché la Chiesa scomunicò i comunisti e non fece altrettanto verso i fascisti, che si erano macchiati di crimini orrendi.

Percorsi: Fascismo - Shoah
Un treno nazista che deportava nei campi di prigionia

Egregio direttore, sono anziana e non so usare il computer, per questo forse non leggerà la mia lettera, o se la leggerà potrà non rispondere, con un motivo ben valido. Per tutta la vita ho chiesto a varie persone per quale motivo la Chiesa cattolica nel 1949 abbia scomunicato i comunisti, escludendo dalla scomunica i fascisti. Ora, i fascisti italiani stanno acquistando sempre maggiore visibilità. Le istituzioni laiche e religiose, secondo me, sottovalutano il pericolo. Ma è una sottovalutazione in buona fede, o sotto sotto non si vede l’ora che i fascisti ritornino a comandare tutta l’Italia dalle Alpi alla Sicilia? È evidente, in questo periodo storico, una scomunica lascerebbe il tempo che trova e quindi è molto meglio non nominarla. Se lei direttore, dovesse rispondermi, sono sicura userebbe gli stessi argomenti da me ascoltati.

La scomunica era necessaria perché il comunismo è una ideologia che ha provocato lo sterminio di milioni di persone respingendo la collaborazione della Chiesa, assegnando uno spazio insignificante. Il comunismo è ateo. È vero, il comunismo ha provocato lo sterminio di milioni di persone, ma la stessa cosa è stata fatta dai nazifascisti, che però non sono atei, vuoi mettere la differenza!

I fascisti hanno collaborato coi tedeschi, hanno indicato chi dovesse essere ucciso, hanno accompagnato i nazisti nei luoghi delle stragi. Vedi Sant’Anna di Stazzema, ma i fascisti sono battezzati lo fanno in nome della patria, della famiglia, di Dio. Vuoi mettere la differenza! In tempo di guerra ero molto piccola e vivevo in un piccolo paese della Valle del Serchio, lungo la linea gotica, ero piccolissima, ma ricordo ogni avvenimento come fosse successo stamani. Ricordo il dopoguerra, bambina della scuola elementare. Ricordo gli effetti della scomunica papale ai comunisti. Case non benedette, defunti non accompagnati dal parroco al cimitero, persone apostrofate durante le omelie, ostie negate durante la Comunione. E di rimando persone che toccavano ferro, o facevano le corna al passaggio del prete, manifesti incollati sulla facciata della chiesa, canzoncine canzonatorie cantate davanti ai luoghi sacri. Ubriachi che si nascondevano nel coro per parlare ad alta voce durante la Messa delle solennità.

L’elenco sarebbe lungo. Penso che sarebbe stato molto meglio dialogare tutti insieme meditando sugli errori della guerra, esaminando documenti, ascoltando testimonianze. Dovevamo lavorare per la pace. Ripeto, in tempo di guerra ero piccolissima, ma proprio per questa circostanza mi fu possibile essere testimone indisturbata di episodi crudeli indescrivibili. La scuola e la Chiesa, oggi, potrebbero fare molto. Ci sono i documenti, i numeri delle stragi e dei morti uccisi dai fascisti durante la ritirata dei nazisti. Ultimamente ho letto il libro di Gianluca Fulvetti e Paolo Pezzino Zone di guerra, geografie di sangue. L’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia.

Dopo la lettura la mia domanda ha urgenza di una risposta. Perché non furono scomunicati anche i fascisti? Ho visto in tv tutta la sofferenza di Papa Francesco davanti ai sepolcri dei morti delle Fosse Ardeatine. La sofferenza del Papa era vera e palpabile. Forse in quei momenti, chissà forse il nostro Papa si sarà fatto la mia stessa domanda: Perché i fascisti non furono mai scomunicati?

Edda Aruspici
Borgo a Mozzano (Lucca)

Non solo ho letto la sua lettera, cara signora Edda, ma l’ho fatto con grande piacere proprio perché è scritta a mano e in bella calligrafia. In quanto al quesito da lei posto, non essendo io uno storico, proverò a risponderle a senso, sperando di non deluderla ancora una volta. Intanto, le dico che, curiosamente, non molto tempo fa, in questa rubrica abbiamo ospitato una lettera che chiedeva del perché la Chiesa non avesse chiesto perdono per la scomunica ai comunisti. Nella risposta dicevo che il comunismo è stato condannato dalla storia più che dalla Chiesa, precisando comunque che quella scomunica si riferiva all’ateismo militante e che in ogni caso si riteneva superata a partire dall’intervento di Giovanni XXIII nel 1959 e soprattutto con il Concilio Vaticano II.

Allo stesso modo si può dire che anche il fascismo è stato condannato dalla storia e se non ha ricevuto la scomunica formale dalla Chiesa è solo perché non prevedeva l’ateismo militante. Nonostante questo, non sono mancate le scomuniche di preti sostenitori del fascismo. È successo ad esempio nel 1945 da parte di Pio XII nei confronti di don Tullio Calcagno. Ma è successo anche di recente con altri preti. C’è poi da considerare, oltre quella formale, la scomunica di fatto, quella che si chiama «latae sententiae», cioè automatica. Se quella intrapresa è una «strada di morte incompatibile con il Vangelo», come ebbe a dire Benedetto XVI a proposito dei mafiosi poi scomunicati da Papa Francesco, è ovvio che anche i fascisti che hanno intrapreso quella «strada» sono automaticamente fuori dalla comunione dei fedeli e quindi scomunicati. In questo senso non esiste nessuna differenza tra comunisti e fascisti se l’ideologia, rossa o nera che sia, spinge alla violenza.

Andrea Fagioli

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