Lettere al Direttore
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Quelle vignette non si addicono a un giornale cattolico

Pubblichiamo due lettere critiche verso alcune vignette che abbiamo pubblicato in prima pagina su Toscana Oggi.

Percorsi: Settimanale
Parole chiave: Satira (3)
Alcune delle vignette pubblicate di recente

Egregio direttore, sono abbonata a «Toscana Oggi». Da tempo sono sconcertata dalle vignette pubblicate nella prima pagina. Talune mi hanno anche addolorato. Due esempi (ma non sono i soli): in quella pubblicata nel giornale del 22 marzo il nostro Pontefice è rappresentato come una marionetta a mollle; l’altra del 19 aprile ha come spunto lo sterminio degli Armeni e scherza con una famosa tiritera da bambini. Le due vignette non solo non fanno ridere, ma sono anche irriverenti. Mi indigna che siano pubblicate in un giornale cattolico che dovrebbe, con il dovuto rispetto, condividere l’attuale sofferenza del Pontefice.

Maria Grazia Seri Venturi

Sono una lettrice di «Toscana Oggi» da non molto tempo. Scrivo alla Redazione soltanto per esprimere un pensiero sulla vignetta che avete pubblicato in data 5 aprile. Trovo davvero di pessimo gusto esprimere con una vignetta un pensiero (voleva essere ironico?! simpatico?!... secondo me non si capisce neanche lo scopo della vignetta) su una vicenda così drammatica accaduta e su altrettanta drammaticità che sta accadendo intorno a noi. Sulla morte (e così tragica e brutale) non c’è da fare vignette! Soprattutto se pubblicato su un giornale di una certa ispirazione.

Lettera firmata

Alla seconda lettera avevo risposto in privato perché la nostra lettrice chiedeva che non fosse pubblicata. Adesso, essendone arrivata un’altra sullo stesso argomento, anche se su vignette diverse, ho pensato di recuperarla pubblicandola però, per correttezza, senza firma.

Le lettere si riferiscono a due vignette con protagonista Papa Francesco e ad una sui terroristi dell’Isis.

Nella prima si parlava di Giubileo a sorpresa e il Papa stesso era rappresentato come una sorpresa che esce da una scatola di sorprese, appunto.

La seconda si riferiva al genocidio degli armeni e alle reazioni della Turchia contro il Papa puntando sullo scioglilingua dell’arcivescovo di Costantinopoli.

La terza infine faceva un parallelo tra i terroristi dell’Isis e il copilota dell’areo tedesco che suicidandosi ha ammazzato 150 persone tra cui molti ragazzi.

Certamente si può discutere sulla scelta di rappresentare il Papa in quel modo, ma non credo fossero vignette irriverenti. La prima voleva sottolineare in modo scherzoso come questo Papa ci sorprenda sempre. Nella seconda, a mio giudizio, c’era un piglio polemico proprio nei confronti della reazione turca alla netta presa di posizione di Francesco sul genocidio degli armeni. Il senso della terza, quella sull’Isis, poteva essere il più difficile da cogliere: era una critica molto forte all’Occidente che guarda molto alle crudeltà esterne e non sa vedere i propri mali, le proprie fragilità e le proprie storture.

Su quest’ultima ammetto con sincerità che in redazione abbiamo avuto qualche dubbio prima di pubblicarla, ma non tanto perché non fosse da noi condivisa, quanto proprio per il rischio che fosse fraintesa. In ogni caso non è certo un’offesa ai morti, a qualunque parte appartengano. In caso contrario non l’avremmo mai pubblicata, ma prima ancora il nostro vignettista non l’avrebbe mai disegnata. Posso comunque capire le perplessità espresse nelle due lettere e accetto le critiche. Aggiungo solo che la satira deve in qualche modo provocare, altrimenti non è satira. E le vignette non sarebbero tali, ma semplici disegni.

Andrea Fagioli

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