Lettere al Direttore
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Sul «Family day» una risposta alquanto discutibile

Un lettore ci contesta di aver parlato - un una precedente risposta ad una lettera - del «family day 2016» come di una manifestazione che «favorisce lo scontro, alza i toni e fa polverone».

Percorsi: Famiglia - Gay - Unioni civili
Parole chiave: Family day (33)
Il family day 2016

Gent.mo direttore, nella sua risposta a una lettera su «Toscana Oggi» del 7 febbraio, parla di qualcuno che sul tema delle unioni civili favorisce lo scontro, alza i toni e fa polverone. Mi chiedo, questo qualcuno è forse il presidente della Cei, visto che ha sostenuto la bontà del «Family day» dei suo obiettivi e la loro assoluta necessità? Non credo proprio lei si riferisse al cardinale Bagnasco, non lo credo possibile.

Parla poi di un autogol di Gandolfini che ha parlato di due milioni di persone presenti. Anche qui non capisco, per quel che mi risulta, sono le autorità di polizia ad aver parlato di un milione e settecentottantamila presenze. A meno che l’autogol di Gandolfini sia consistito nel parlare della realtà, nel dire la verità dei fatti. Strano autogol. Ma il giornalismo, non è servizio leale al pubblico nel narrare la realtà dei fatti?

Parla poi del mostrare i muscoli, anche qui non capisco a cosa si riferisce, ad una presenza pubblica, di laici cattolici ma non solo, che dissentono esplicitamente su un disegno di legge come la Cirinnà, che tocca i bambini e la famiglia in modo molto pericoloso. In una società plurale le manifestazioni pubbliche sono giuste e legittime, o sbaglio? Forse è stato un autogol anche l’aver trasmesso l’evento in diretta da parte di Tv2000?

Probabilmente a suo modo di vedere era un «bel goal» se sul «Family» fosse calata la censura del totale silenzio mediatico? Non voglio credere che lei abbia ritenuto il «Family day» come un «disturbare il manovratore» politico che non andrebbe assolutamente distratto dal popolo nella sua attività di rappresentare e servire il popolo. Concludo con una domanda: fatte le debite distinzioni, secondo lei anche le Giornate mondiali della gioventù, dove affluiscono milioni di giovani, e dove si parla pubblicamente del loro numero; o ad esempio la Messa celebrata da papa Francesco nello stadio di Firenze di fronte a decine di migliaia di fedeli e trasmessa dalla televisione sono un mostrare i muscoli?

Alessandro Pacini

Caro Pacini, non capisco da cosa possa derivare tutto questo fraintendimento. Forse dalla mia imperizia nello scrivere. Non sono riuscito a spiegarmi. Altrimenti, devo pensare a una sua lettura preconcetta. Cosa c’entri in tutto questo Bagnasco, ad esempio, non lo so proprio. A favorire lo scontro, per quanto mi riguarda, è stata una parte dei politici e gran parte dei media, televisioni in testa. Lungi da me, poi, l’idea della censura sul «Family day». Da cosa la ricava? Non certo da questo giornale, che immeritatamente dirigo, e che per due settimane ha aperto sulle «famiglie in piazza» per «promuovere la famiglia». All’ultima questione (Gmg e Papa a Firenze) nemmeno rispondo perché trovo offensivo averla posta in quei termini. Rispondo invece sul concetto di «autogol». Lo ribadisco perché è stato un errore strategico scendere sullo stesso piano della manifestazione della settimana precedente che aveva per prima gonfiato le «piazze arcobaleno». Una manifestazione come quella del Circo Massimo si doveva distinguere anche nell’onestà dei numeri. La cifra che lei attribuisce alla Polizia è stata in realtà diffusa dagli organizzatori facendo riferimento a non meglio precisate fonti «ufficiali». Ma i numeri non mi appassionano. Mi appassionano le persone e vorrei che lei, caro Pacini, avesse tenuto conto anche del resto della mia risposta, ma soprattutto della lettera a cui cercavo di rispondere.

Andrea Fagioli

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