Lettere al Direttore
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Un doveroso omaggio alla tv pedagogica di Ettore Bernabei

Una lettrice, rievocando la figura del fiorentino Ettore Bernabei, ricorda quando la tv, come servizio pubblico, insegnava a leggere agli italiani...

Percorsi: Tv
Ettore Bernabei

Caro direttore, «Non è mai troppo tardi», il bel programma voluto da Ettore Bernabei, negli anni Sessanta, per insegnare a leggere e a scrivere agli italiani, oggi dovrebbe essere sostituito con il itolo «Ormai è troppo tardi». Che dire, infatti, della scritta apparsa in tv diverse ore al giorno, «Auguri ha Gerry Scotti per i suoi 60 anni», senza che nessun revisore si accorgesse della «a» con l’«h»? E dell’insegnante che a «Reazione a catena», dovendo far indovinare la parola «sarto» imperterrita decretò: «Cucisce»! E nei seguenti tre minuti riuscì ad imbastire un altro grossolano errore. Mi riferisco soltanto agli ultimi giorni. Trasferiamoli, trasferiamoli ma in un banco di scuola elementare! Il più bel porgramma tra quelli della bellissima tv di Bernabei fu «Santificarsi nel quotidiano». E io che l’ho conosciuto, ti posso assicurare che non fu mai solo una frase ad effetto.

Mariella Cambi

Grazie, cara Mariella, per questa ulteriore opportunità di ricordare Ettore Bernabei, «un gigante della cultura popolare», come lo definiamo nel titolo del bel ricordo a firma di Armando Fumagalli che abbiamo pubblicato. Io credo sia doveroso rendere omaggio all’ex direttore generale della Rai e alla sua televisione pedagogica, a quella «tv di qualità che scaccia la tv spazzatura» e che finalmente sembrano un po’ tutti rivalutare dopo gli sbeffeggiamenti e gli scetticismi di tanti, in tempi passati ma anche recenti. Soprattutto di quelli che con la tv, per dirla proprio con Bernabei, hanno proposto «modelli di vita facendo finta che Dio non esista, ma Dio esiste». Se le idee di Bernabei fossero state raccolte, oggi avremmo un’altra tv, sicuramente meno ignorante, ma soprattutto in grado di trasmettere valori.

Ne sono riprova i prodotti della Lux Vide, la società di produzione della Bibbia e di Don Matteo per intenderci, fondata dallo stesso Bernabei e ora nelle mani dei figli Luca e Matilde. Ma oltre che all’uomo di televisione e di cultura, dobbiamo rendere omaggio al cristiano che ha sempre manifestato la propria fede, anche in ambienti a volte ostili. Lo ha fatto in modo naturale, anche nell’ultima intervista televisiva, realizzata pochi giorni prima di morire nella sua amata casa dell’Argentario dove quando poteva riuniva la numerosa famiglia. Alla domanda su quali fossero i suoi attuali desideri, Bernabei ha candidamente risposto che alla sua età l’unica ambizione era quella di «tornare alla Casa del Padre». Se n’è andato poco dopo in totale serenità, proprio nella casa dell’Argentario, e il suo funerale a Roma, come richiesto dai figli, è stato una festa.

Andrea Fagioli

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