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Giacobbo, l’uomo di Voyager diventa «Il verificatore»

Su Rai2 il nuovo programma di Roberto Giacobbo. Non è chiaro se dopo le due puntate-pilota sparate nel luglio, un programma per certi aspetti così nuovo avrà o no seguito

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Giacobbo, l’uomo di Voyager diventa «Il verificatore»

Quando, nel 1994, iniziarono i lavori per il nuovo aeroporto di Denver a qualcuno venne in mente di mettere un messaggio dentro la pietra ufficiale; si potrà leggere solo nel 2094 e sta al centro di un mistero: enormi cavità sotterranee in un aeroporto che, visto dall’alto, ha l’inquietante forma di una svastica ed è preceduto da una enorme scultura a forma di cavallo con occhi rossi. Pare che quel cavallo porti sfiga (di sicuro all’autore, rimasto schiacciato dalla pesante testa in bronzo).

Ma torniamo al messaggio nella pietra di un porto dentro al quale, negli edifici sottoterra raggiungibili con tunnel segreti, pare si riunisca la potente supercupola che governerebbe i destini del globo: qualcuno – ecco il punto – ha letto il messaggio segreto.

A questo punto, mi dico, sono fortunato a sintonizzarmi su Rai2 con il nuovo programma di Roberto Giacobbo, ingiustamente preso per il bavero non solo da Crozza ma anche da legioni di miei conoscenti. Gente strana, quelli che prendono in giro Giacobbo: irriconoscenti verso gli sforzi di un grande che illumina sulle oscurità di questo e di tutti gli altri mondi.

Peccato che una voce fuori campo – quella del personaggio interpretato da colui che Crozza si ostina a chiamare kazzinger – non abbia voglia di farmi vedere ciò che, di terrificante, deve esserci scritto dentro la pietra dell’aeroporto che, denso di simboli massonici, fa da base per gli Illuminati.

«Sono stanco morto, buonanotte», dice Giacobbo nella sua nuova veste di «verificatore» e la puntata-pilota del suo nuovo programma (intitolato, appunto, Il verificatore) finisce sul più bello lasciando me e spero molti altri compagni di kazzingerato nell’incertezza più totale.

Anche perché non è chiaro se dopo le due puntate-pilota sparate nel luglio, un programma per certi aspetti così nuovo avrà o no seguito. Trattasi, infatti, di una «prova» e l’idea è di quelle all’apparenza hard: far svolgere il ruolo di smascheratore ufficiale delle tante web frottole-bufale-sòle non alla ditta Angela, non alla ditta Tozzi, non a quelli del CICAP (Comitato Italiano Controllo Affermazioni Paranormale) e neppure al mio amico Emiliano Ricci (un astrofisico fiorentino che scrive testi notevoli di divulgazione scientifica fra cui, con Rizzoli, un intrigante Sex and the Physics), ma far svolgere quel ruolo nientemeno che all’uomo di Voyager, il mitico vicedirettore di Raidue.

Nella puntata ho visto cose che voi umani non potete capire. Tutte raccontate in modo da dare a Giacobbo la possibilità formale di dissociarsi o di mettere le pulci negli orecchi di noi che, dalle frottole web, beviamo con assoluta fiducia. In realtà le verifiche nulla possono – se il verificatore è l’uomo di kazzinger – contro le nostre sicurezze di ragazzi mai cresciuti.

Fra le storie verificate anche quella di John Titor: un tale inviato fra noi nel 1975, con macchina tempo, dai suoi amici viventi nel 2036 per recuperare un IBM capace di leggere programmi che nessuno, nel 2036, più era capace di leggere. Pare che – parola di Titor – presto arriverà la fine del mondo e lui ha consegnato un decalogo di sopravvivenza. Ricordo solo il punto 7 («comprare una bicicletta»), il punto 9 («mangiare di meno»), il punto 3 («non avere rapporti sessuali con sconosciuti»). Personalmente ho qualche problema solo con il punto 9.

Ma c’è dell’altro. Nessun terremoto dell’ottavo grado provocò lo tsunami in Giappone: i migliaia di morti devono ringraziare un attacco nucleare Usa-Israele contro un Giappone reo di aver fornito uranio all’Iran. Nell’andare alla fonte, il verificatore è risalito a un giornalista che avrebbe scoperto la tresca. Per poi risalire a un webmaster che avrebbe smascherato il giornalista. E per transitare poi a non so quanti altri inventori, sempre sul web, di altre bufale.

Per non parlare del giovane spagnolo che su Facebook scrisse il nome di papa Francesco prima che papa Benedetto si dimettesse. E poi le foto taroccate sulla morte di Hugo Chavez, le indagini sul Bildenberg, gli Ufo visti da Rassel Crowe (Il gladiatore) due giorni prima che uscisse il suo nuovo film.

È anche possibile dire la nostra, tramite social, sui misteri giacobbiani. Di uno fra i sondaggi, quello sul falso terremoto in Giappone, ricordo il risultato: per il 56% lo tsunami fu davvero provocato da un terremoto, ma il 44% vota per la tesi dell’attacco nucleare.

Io non ho partecipato al voto, ma se lo avessi fatto – giuro – avrei acceso la risposta numero due (degli americani, che volete farci, mi fido poco…).

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