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I programmi per bambini invasi dalle pubblicità

Sono una valanga gli spot che i nostri piccoli sono costretti a bersi a ogni ora del giorno e, talvolta, anche della notte.  Vicini alla riapertura delle scuole, materne comprese, spopolano in tv le pubblicità di astucci ma soprattutto di zainetti

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I programmi per bambini invasi dalle pubblicità

E se avete a che fare, come genitori o nonni, con queste piccole creature cui è comunque affidato il nostro futuro di «cittadini» in un contesto di «democrazia», vi rendete conto della valanga di spot che, fragili e inconsapevoli, sono costretti a bersi – i nostri piccoli – a ogni ora del giorno e, magari, anche della notte visto che sono tante le famiglie che accettano di collocare l’apparecchio tv nelle camere dei piccoli e che, in un complicato rapporto «libertà/modernità», li dotano di tablet, iphone e dispositivi come se nulla fosse?

Mi riferisco, per restare all’ambiente di una tv tradizionale, a spazi come Cartoonito e K2, JuniorTv e Frisbee, RaiYoYo e RaiGulp: spazi 24 su 24 dove i piccoli, compresi gli zerotre, vengono parcheggiati (e in genere senza la presenza di un adulto comunque capace di rassicurare, raccontare e spiegare che quella … «è solo pubblicità») per fasce temporali sempre più estese.

In teoria, ma credo solo in teoria, esistono norme che dovrebbero limitare questi bombardamento che hanno conseguenze pesanti non solo sul portafoglio dei genitori ma anche nella mente dei piccoli: basta transitare, anche per poco, su quei canali per rendersi conto della inefficacia di quelle norme.

Vicini alla riapertura delle scuole, materne comprese, è oggi il periodo dei corredi: astucci ma, soprattutto, zainetti. Tutti firmati e tutti, presumo, cari in termini di portafoglio quanto leggeri in termini di utilità effettiva. Tante le famiglie – così si legge nelle statistiche – che non ce la fanno a sostenere la parte certo più seria nelle spese scolastiche (intendo i libri. Oggetti oggi pressoché sconosciuti in nove famiglie e mezzo su dieci), ma davanti allo zainetto «little pony» (quello che se lo compri «la scuola diventa più colorata») come fare a resistere? Per non parlare dei «copri quaderni».

Trattasi del prodotto oggettivamente più inutile che possa mai esistere, ma quale genitore «aperto» potrà mai resistere all’abbinamento che la furba azienda produttrice ha fatto nientemeno che con una notissima associazione ambientalista, per cui acquistare la plasticaccia degli inutili «copri quaderni» significa non solo far diventare «la scuola una vera avventura» ma, ci mancherebbe altro, anche sostenere la (benemerita) associazione ambientalista sempre pronta a denunciare l’invasione della plastica?

Di zaini firmati (e immagino cari) ce ne stanno a bizzeffe: con quello «seven» si è «pronti a tutto», con «scuola hulk» la scuola diventa «da urlo». C’è lo zaino «reversibile e quello con la cuffia per ascoltare musica». Ma c’è pure l’agenda (non dimentichiamo le agende!) «con la musica dentro». Le winks regalano (si fa per dire) «cuffie esclusive per vivere una esperienza magica» e con gli zaini («alla moda») barbie «tutto è possibile» mentre con gli zaini violetta «il tuo sogno diventa realtà». Per non parlare di quell’altro aggeggio in base al quale – notare la rima ma notare anche il concetto sottinteso – «la scuola è una festa, basta anche la maestra». È una lotta dura, direi senza paura (almeno di spararla più grossa e più falsa) fra gli zaini «con le rotelle» e gli zaini «più colorati», gli zaini che alle bambinette regalano (sic) «extension» o (ari-sic) «unghie colorate da urlo» e ai bambini fanno credere che basti così poco per essere «un campione».

Ma non di solo zaino, vivono gli spot. Ci sono, e sono tante, le cose da bere e quelle da mangiare; robaccia che in genere, non me ne voglia nessuno, fa perfino male alla salute di bambini sempre più grassi: intrugli alla frutta, dove di frutta vera ce ne sta pochina; spuntini che mi piacerebbe farli analizzare per capire la differenza con i prodotti per cani o gatti; bevande «al vero gusto di tè» che, di sicuro, qualunque mamma o babbo sanno fare un tè vero e certo più buono di quello contenuto nel misterioso liquido; succhi di frutta dove «non c’è trucco, tutta polpa e tutto frutto» che mi ci gioco lo stipendio scommettendo sull’evidenza della bugia.

E come dimenticare, nell’orgia di spot, le tante «prime uscite», nelle edicole, a prezzi decisamente invitanti di raccolte altrettanto decisamente inquietanti? Come resistere al primo fascicolo del mitico «vita da dinosauro», e come poi non completare la collezione con le altre … 925 uscite? Per non parlare di «insetti da tutto il mondo» che la prima uscita costa appena un euro e novantanove e ti dà perfino diritto ad avere «uno scorpione vero». Con altri due euro (anzi: 1,99) prendi pure la prima uscita di «casa delle bambole» e se poi, di euro, ce ne aggiungi altri quaranta (anzi 39,90) puoi passare «due giorni al parco e due notti in hotel», presumo con i tuoi figli, in uno dei tanti parchi a tema che finiscono in «landia».

In uno di questi, se sei fortunato, puoi perfino incontrare peppapig. Ma devi fare veloce perché – ed è questo il concetto con cui facciamo crescere i nostri piccoli – «prima acquisti e prima prendi».

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