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In onda su Sky la «pesca nel torbido»

Su un canale HD di Sky – il National Geographic Channel – è facile imbattersi in Pesca nel fango: buffo programma in cui due omaccioni si sfidano in una fra le gare più inutili nel globo: il noodling.

Percorsi: Tv
Il pesce gatto (ameiurus mela)

Si chiama ameiurus mela. È il nome scientifico di un inquietante abitatore delle acque, noto come pesce gatto. È l’oggetto dell’ultima mia passione verso una tv che definire spazzatura forse è farle un regalo.

Su un canale HD di Sky – il National Geographic Channel – è facile imbattersi in Pesca nel fango: buffo programma stellestrisce (immagino perché solo in quello straordinario, ma per molti aspetti infantile, Paese si trova gente così svitata da dedicarsi a questo tipo di attività) dove non puoi fare a meno di appassionarti alla sfida fra il campione uscente Scooter Bivins e il rivale Catfish King Marion Kincaid. Costoro, omaccioni che se li trovi di notte fai meglio a girare alla larga ma che alla fine si riveleranno teneri come il tonno tagliato dal povero grissino, si sfidano, in una fra le gare più inutili nel globo: il noodling.

Sono cinque coppie di omaccioni: lottano come pazzi, nelle acque stagnanti dell’Oklahoma, a chi prende il pesce gatto più peso. Solo che un pesce così orrendo a vedersi ma, pare, delizioso a mangiarsi (io resto alla larga. Al massimo disturbo le sogliole), i magnifici dieci devono catturarlo a mani nude, calandosi senza respiratore in acque putride di laghi, stagni e fiumi a corso lento.

I giganteschi esseri (alcuni arrivano fino a 20 chili e sono lunghi come un uomo) non gradiscono – è logico – vedere mani e piedi nudi entrare a casa loro. Azzannano alla grande. Ma il loro destino è segnato.  Una volta prese, le creature vanno tenute in vita per essere portate alla pesa e far attribuire il premio parziale (2 mila dollari). Dopo dieci gare, vince (10 mila dollari) la coppia che ha sommato la pesata maggiore.

Il sogno di tutti pare sia lo squalo: l’esemplare di pesce gatto più grande di tutto l’Oklahoma. Si dice – ma sarà vero? – che abbia la bocca così grande da afferrare, con un morso, una intera testa umana. Fama per chi lo prende e, magari, pure una candidatura politica. Pare che il pesce gatto americano, con aculei e otto barbigli, sia stato introdotto da qualche decennio anche in acque interne europee: nel Po ma anche nei nostri Arno e Ombrone dove si è bene adattato ma dove ha creato non pochi problemi alle specie autoctone, in particolare la tinca.

Fra i pescatori nel fango, io tifo per Lee McFarlin, detto anche la leggenda. Un ex idraulico (dunque uno abituato a sturare tubi. Mestiere affascinante. Qui in Toscana gente come lui siamo soliti definirli «trombai») che ha fatto soldi ed è diventato star televisiva (come, da noi, la Polverini con Ballarò), tuffandosi in acque fangose e mettendo mani e piedi dentro cunicoli dove potrebbero esserci pesci gatti (ma pure topi, alligatori o schifezze del genere). Con il suo compagno, Teddy Good, si diverte come un matto. E forse un po’ matto lo è pure. Mia moglie sostiene che fra tutti il più matto sono io, che mi faccio affascinare da questi autentici inni alla bischeraggine. Ma il richiamo è troppo forte.

Ne ho viste una, di gare, dove il compagno della leggenda era indisposto: soffriva agli orecchi (peraltro due sventole in stile dumbo) e l’immersione non era proprio ciò che in quel momento gli ci voleva. La gara stava finendo e i due non avevano preso nulla: ma c’era pur sempre la "tana madre", quella che non delude mai, il buco dei buchi da tenere presente proprio in situazioni di emergenza.

Lee si immerge, sente una preda enorme, riesce ad agguantarla mettendo il braccione fino al gomito nelle fauci di un enorme pesce gatto giustamente incacchiato. Ma da solo, Lee, non può farcela: ha bisogno del compagno. Incurante del dolore, l’orecchiuto si immerge smuovendo quintalate di fango: in una lotta sovrumana ecco riemergere, nell’ordine, l’orecchio destro, un pesce gatto super e Lee, «la leggenda», con mezzo braccio nella bocca del «mostro».

Dal divano, penso a quanto poco tempo mancherà per vedere una troupe del National sulle rive dell’Arno pronta per riprendere, dopo la bufala dell’affresco di Leonardo, un trombaio fiorentino che mostra orgoglioso «lo squalo» più grande dell’Oklahoma. Bufala per bufala ....

In onda su Sky la «pesca nel torbido»
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