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La «Scala Mercalli» dei mutamenti climatici

«Farfallinato» come si conviene (nel senso del papillon) il climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli ci accompagna fra i problemi più urgenti del pianeta. Questo sabato, in prima serata su Rai3 subito dopo un lungo (per me inguardabile) fazziofabbio, ecco la terza delle sei puntate di un programma, Scala Mercalli, intelligente (per me consigliabile).

Percorsi: Ambiente - Tv
Parole chiave: Clima (54)
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Si parla, soprattutto, di mutamenti climatici: uno fra i punti della questione ecologica su cui anche nel mondo cattolico stanno aumentando consapevolezza e interesse (entro l’estate è attesa l’enciclica di papa Francesco. Un documento sul Creato destinato a catalizzare l’attenzione di molti, credenti o meno). Se ne parla con rigore scientifico ma senza dimenticare le necessità televisive: documentari originali, girati in tutto il mondo, per mostrare i risultati delle ricerche e per far capire le ricadute sulla vita.

In Australia gli effetti del surriscaldamento sono così evidenti che gli scienziati sono stati costretti a trovare un nuovo colore per classificare le zone dove è diventato normale fare i conti con i 50 gradi di temperatura. Dalla Cina arrivano immagini terribili sui livelli di CO2 immessi in cielo per sostenere i livelli di produzione, ma arrivano anche segni di una nuova consapevolezza ecologica. Dall’Italia, dai sotterranei della Bicocca di Milano, ecco i risultati dei carotaggi sul ghiaccio antartico: dove si dimostra che il valore della temperatura di questa nostra terra ha oggi raggiunto la punta massima negli ultimi … 800 mila anni. E sempre in Italia, a Bologna, opera un centro di eccellenza nei calcoli scientifici sul fenomeno: continuando così, a fine secolo la temperatura media sarà aumentata di 5 gradi. Abitare a Cervinia sarà, in pratica, come abitare mille metri più in basso e i bolognesi dovranno abituarsi a vivere come se fossero a Calcutta. Gli eventi estremi (come la tempesta che ha colpito la Toscana, come le bombe d’acqua) sarebbero all’ordine del giorno.

Qualcosa si può fare (se ne occuperanno a Parigi, in dicembre, i governi nella conferenza Onu. Giunta alla ventunesima edizione. Speriamo sia la volta buona, con fatti capaci di battere lobbies e furbizie). Ma la responsabilità non è solo dei governi: è anche nostra; appartiene ai nostri stili di vita, alla nostra capacità di agire da cittadini consapevoli.

Qualcosa tutti noi possiamo farlo e Scala Mercalli ci mostra iniziative concrete. Intuibili i comportamenti virtuosi che ci si potrebbero inventare in ogni nostra parrocchia (tra i pionieri di questo nuovo tipo di mentalità ecologica anche una associazione fra giornalisti: Greenaccord, molto attiva proprio su clima e mutamenti. Non dimentichiamo i monaci di Siloe né la Lef di Giannozzo Pucci…).
Speriamo che l’enciclica di un papa chiamato Francesco sia tale da svegliare chi, fra noi, dorme o pensa che questi fatti siano parto della fantasia dei soliti invasati.

La «Scala Mercalli» dei mutamenti climatici
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