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«Mi manda Raitre», ma perché non promuoverlo in prima serata?

Comandassi io, in Rai, la metterei subito in prima serata. Intendo quella trasmissione storica (Mi manda Raitre) che in molti abbiamo imparato ad apprezzare fin dai tempi di Antonio Lubrano gustandola anche con Piero Marrazzo: in quest’ultimo caso siamo però rimasti scottati per l’evidente distanza fra la concezione che ci eravamo fatta di un conduttore «paladino» dei diritti traditi e il ricordo che tutti siamo costretti a dedicargli.

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«Mi manda Raitre», ma perché non promuoverlo in prima serata?

Ma la trasmissione storica, tipica da moderno servizio pubblico, mi ha sempre convinto. Ricordo puntate divertentissime per smascherare imbonitori e maghi, venditori di tappeti e diffusori di diamanti. E ricordo puntate drammatiche su casi di malasanità. Chi mai potrà scordare il «sale del mar morto» della signora Marchi?

Continua a convincermi pure oggi che me l’hanno confinata in orario per me inguardabile (ogni mattina, rigorosamente su Raitre, nell’ora fra le 10 e le 11). Adesso la conduce Elsa Di Gati, giornalista con un passato radiofonico importante e un presente di evidente telegenia oltre che di sostanziale bravura: conduzione grintosa e social.

Ci si può collegare in diretta, partecipando alle storie raccontate, sia con twitter che con facebook, sia con e-mail che con un numero verde. Si possono segnalare, dal sito web, storie inviando foto e video. Ed è possibile, per gli amanti del genere, partecipare a un numero infinito di sondaggi («cimiteri: le spese di sepoltura nella vostra città sono ...», «nei confronti di maghi e sensitivi vi sentite ...», «viaggi in offerta a prezzi stracciati, li avete mai fatti ...». E così via: facilissimo, per chi ne ha voglia – ma io in genere non ne ho assolutamente voglia – trovare un sondaggio su cui potersi esprimere).

Ma è soprattutto piacevole – direi meglio: istruttivo – ascoltare le storie di chi ha subito truffe, soprusi, raggiri, magari anche da istituzioni pubbliche, e viene a raccontarle trovando sponda in esperti, filmati, giornalisti, associazioni di consumatori. Piacevole perché ogni storia è narrata con ritmi tv e istruttivo perché nessuno di noi, neppure i più scafati fra noi, è esente dal cascare in raggiri o trucchi.
Piuttosto che infarcire le nostre serate con talk, politici, dalla utilità pratica pressoché nulla, facendo oltretutto diventare famosi personaggi che meriterebbero solo un silenzio eterno, un Mi manda Raitre in prima serata ci starebbe proprio bene.

Elsa dà anche spazio alle buone pratiche, come la migliore Gabanelli che dopo averci fatto girare le scatole a mille con scandali & brutture varie, ogni tanto ricorda l’esistenza di un’Italia, magari minoritaria ma tenace, capace perfino di «dire no» a ruberie e cattiverie.

Una di queste storie «buone», mattine fa, mi ha colpito: un grande condominio milanese dove decine di coppie hanno deciso di costituirsi in GAS (Gruppo Acquisto Solidale) non solo per acquistare frutta e verdura ma anche per spuntare prezzi migliori nel mercato della telefonia e delle connessioni wifi. Grazie all’internet di condominio riescono, ogni anno, a risparmiare almeno 300 euro a famiglia per telefonate e web. Che non è poco.

Poco prima, stavolta sulla telefonia fissa, Elsa aveva condotto un bel confronto fra una associazione di consumatori (ma quanto bisogno ci sarebbe, in Italia, di associazioni serie e credibili in questo settore) e un funzionario AGCOM (Autorità Garante per le comunicazioni): dimostrando come, con un po’ di attenzione, si possano risparmiare fino a 264 euro all’anno se si attivano, con intelligenza e senza farsi fregare dai lustrini, offerte promozionali giuste e cambi di gestore oculati.

Ma il caso centrale della puntata era partito da Scandicci: con una vicenda, piuttosto complessa e su cui si sta pronunciando il TAR, di cooperative edilizie, convenzioni con il Comune, appartamenti comprati a prezzi che non tornano, cittadini da tutelare. Gustoso il battibecco fra il consulente della trasmissione, il prof. Antonio Spadafora docente universitario di diritto privato, e il vicesindaco che peraltro è stato l’unico ad averci messo la faccia visto che il colosso coop, la Lega, aveva declinato l’invito a stare in studio. E l’inevitabile sondaggio ha subito certificato che oltre il 65% degli spettatori ha avuto qualche problema, piccolo o grande, nell’acquistare una casa nuova.

Qualcosa da segnalare? Una truffa, un raggiro, un trucco? Mi raccomando: Mi manda Raitre.

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