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Morire ma non invano

Fa riflettere «Le frontiere dello Spirito», in onda la domenica mattina su Canale 5.

Percorsi: Tv
Il card. Ravasi nella trasmissione di Canale5

Da ragazzo, facendo il chierichetto, alla lettura del Passio mi toccava, chissà mai perché, la parte decisamente più impegnativa: le battute di Gesù, don Luigi, le faceva leggere a me (provateci voi a rendere bene il grido Eloì, Eloì, lemà sabactàni? Provateci). Domenica scorsa mi è toccato di nuovo, ma stavolta chiamato a interpretare «tutti gli altri» che, se uno ci pensa, non è da meno perché, per fare due esempi, vai dal triplice rinnegamento di Pietro al duplice atteggiamento dei ladroni. 

Cosa, quest’ultima, su cui quest’anno mi sono ritrovato a riflettere anche guardando, domenica scorsa, la puntata di FDS («Frontiere dello Spirito») con Gianfranco Ravasi e Maria Cecilia Sangiorgi: trasmissione, sull’ammiraglia berlusconiana, che, confesso, mi fa sempre piacere vedere. Perché Ravasi affascina. E la Maria Cecilia la trovo brava.

Tornando ai ladroni (che poi erano «malfattori» o magari semplicemente «ribelli»), non posso fare a meno di ricordare un luogo dove le croci sono tre: sullo sfondo delle Conturines, in Alba Badia, lassù al Sasso La Croce. Posto per me magico (c’è un rifugio dove si mangia pure bene e che fino ai primi del nuovo secolo esibiva con orgoglio una foto di Giulio Andreotti, in visita lassù. Foto poi tolta). Si raggiungeva a piedi, dopo un primo impianto di risalita che portava alla base di una salita ripida caratterizzata, non a caso, da una (faticosa) via crucis. Oggi il fascino è un po’ perso, visto che hanno costruito un altro impianto che non solo evita la via crucis ma toglie pure l’alibi per abbuffarsi di Kaiserschmarren, la frittata coi mirtilli rossi tipica della cucina ladina.

Ma lassù, davanti al rifugio, con le tre croci e le rocce pallide sullo sfondo, facile lasciarsi interrogare sui due ladroni e, come notava Ravasi in FDS, sull’ultimo atto di un Gesù sofferente: perdonare un convertito; il ladrone buono: nella cronaca della passione, uno fra i protagonisti - aggiungeva Ravasi - delle opere di misericordia. Gli altri sono ovviamente il Cireneo, le donne che accompagnano i condannati piangendo per loro e il centurione romano: un pagano che alla fine, ma solo alla fine, professa (pentito? Soltanto colpito?) una qualche fede («veramente era giusto») rispetto a chi, pure lui, aveva contribuito ad ammazzare.
Citava, Ravasi, a proposito del malfattore salvato all’ultimo tuffo, lo scrittore argentino («agnostico») Jorge Louis Borges in una poesia che merita rileggere («… e la voce inconcepibile che un giorno giudicherà tutti gli esseri gli promise dalla Croce terribile il Paradiso …»).

Insomma: anche attraverso la banalità della tv, se uno ne ha voglia, possono passare buone occasioni di riflessione altra. Che in FDS proseguono con «Volti e storie», la rubrica della Sangiorgi stavolta, domenica scorsa, dedicata a una ottima iniziativa del Centro Sportivo Italiano (portare giovani volontari, ma anche atleti affermati, in bidonville e campi profughi a giro nel mondo proponendo la forza aggregativa e liberatoria di attività sportive finalmente pulite).

E questa domenica di Pasqua, giorno per eccellenza nel quale fare i conti con la follia della speranza, il racconto di FDS starà tutto in una iniziativa antimafia proposta anche da «Libera»: il ricordo delle tante (troppe) vittime, innocenti, della criminalità. «Non invano» è il titolo. 106 foto di vittime per fare memoria dei 335 innocenti uccisi dalla violenza criminale in Campania, ma soprattutto per affermare attraverso i loro volti che queste stesse vittime non sono morte invano. Già: morire … non invano. Buona Pasqua.

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