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Suor Cristina, sotto quel velo un cuore rock

Quella a «The voice of Italy»è un’esibizione che ha fatto il giro del mondo: ma la religiosa lanciata da Claudia Koll aveva già debuttato nell’estate scorsa vincendo un festival su Tv2000.

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Suor Cristina, sotto quel velo un cuore rock

«Gesù aggiunge, non toglie». Ha detto così, suor Cristina, raccontando il motivo per cui lei, consacrata a Dio, non si sentiva fuori luogo in quell’arena televisiva colorata, urlante e all’apparenza estranea al mondo scelto come risposta a una vocazione venuta dall’Alto. Pure prevenuto come non pochi davanti a questo tipo di esibizioni mediatiche, a me è parsa risposta eccezionale. «Gesù non toglie». Verissimo, così vero che troppo spesso ce ne dimentichiamo: non toglie la voglia di vivere, la voglia di stare nel mondo, la voglia di starci in allegria parlando un linguaggio che il mondo possa intuire come suo. Gesù, al contrario, aggiunge: aggiunge un sacco di cose, compresa la perenne provocazione di stare «nel» mondo senza essere «del» mondo. Una roba, riconosciamolo subito, non facile. Mai stata facile. Figurarsi oggi.

Credetemi sulla parola: io non ho particolari motivi, il mercoledì in prima serata tv, per sorbirmi un talent chiamato, ovviamente in inglese perché in italiano sarebbe provinciale, «La voce dell’Italia». Si tratta – leggo su Wikipedia – della versione italiana del talent show The Voice, format dei Paesi Bassi ideato da John de Mol. Di costui ignoro praticamente tutto né, in tutta onestà, mi interessa sapere chi diavolo sia mentre, a proposito di «diavoli», arrivo a sapere chi è il coach (in inglese fa fino anche questo) Piero Pelù: una rockstar anzianotta che, insieme alla settantenne Carrà Raffaella e ad altri due di cui ignoravo l’esistenza, ha il compito – presumo bene pagato – di pigiare un pulsantone rosso per ammettere, o non ammettere, alle fasi successive giovani cantanti impegnati a mostrar talento.

Mai visto The Voice, ma in compenso abito il web: non ho dunque potuto fare a meno di intuire che due o tre mercoledì fa doveva essere accaduto, nello studio vociante e rocchettaro pilotato dai tatuaggi del Pelù e dal caschetto della Carrà, qualcosa di notevole; si era esibita nientemeno che una giovane suora, una religiosa dal talento indubbio. Quei pochi minuti di esibizione folgorante, con un brano portato al successo da una rockstar americana, hanno fatto il giro del mondo, sono diventati video virale, hanno conquistato curiosità e simpatia in milionate di persone. Me – confesso – compreso. Da complottista convinto, non sono in grado di dire se la sorpresa dei quattro allenatori (gli anzianotti già citati e più giovani Noemi e J-Ax) fosse reale o calcolata: non so, in altri termini, se a loro avessero detto o meno, in anticipo, che quella voce inconfondibilmente hard apparteneva a una giovane suora siciliana. Tutto sommato interessa poco.

La realtà è che la suorina, indubbiamente vestita da suora con tanto di scarpe d’ordinanza, lo schermo l’ha bucato e non poco. Sia durante l’esibizione, tirando fuori una voce di grande interesse, sia subito dopo nel duettare, allegra, con i quattro. E qui suor Cristina ha tirato fuori il concetto che così spesso noi, cattolici ormai adulti nella serietà e nella compunzione, tendiamo a scordare mentre, e non è certo un caso, il «capo» – quel «capo» che lo Spirito, un annetto fa, ha messo alla guida di una Chiesa sempre meno capace di parlare al mondo – ci ricorda di continuo. «Mi aspetto una telefonata da papa Francesco», ha scherzato allargandosi forse un po’ troppo la suora siciliana, fra un applauso e l’altro del pubblico vociante.

Adesso starà a lei, scoperta da una Claudia Koll che ne ha sottolineato la effettiva bravura, dimostrare a sé stessa prima che a noi come il – per facile definizione rutilante e ingannevole – mondo dello show riuscirà a non omologare una giovane donna che ha risposto «sì» alla chiamata di Gesù pur non intendendo mettere fra parentesi il talento che il buon Dio le ha dispensato.

Applicata ai colori sgargianti di uno show tv e orientata su una comunicazione web che smuove in tempo reale centinaia di milioni di persone ovunque nel mondo, la storia che sembra nuova in realtà è evangelicamente antica: essere «nel» mondo senza farsi risucchiare «da» quel mondo prontissimo ad applaudire una suora diversa e altrettanto veloce, un istante dopo, nel passare, annoiato, a qualche altro fenomeno più o meno da baraccone. A occhio e croce, guardando la pulizia di quel volto ma anche la simpatia di quelle consorelle riprese mentre si felicitavano per il talento che era stato riconosciuto da «el diablo», suor Cristina ha tutte le carte in regola per vincerla, questa sfida. «So che alcune persone cercano nel mondo» – dice No one, il brano di tale Alicia Keys eseguito da suor Cristina –. «Cercano – prosegue – per trovare qualcosa di simile a quello che già hanno».

Suor Cristina, sotto quel velo un cuore rock
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Franco Masini 09/07/2014 18:25
"...suor Cristina"
“Sorella ballerina”
"..pur con tutta la simpatia, ne convengo, debordante, cara Sorella, non si offenda se preferisco la silenziosa opera di assistenza ai poveri di Madre Teresa di Calcutta o il sacrificio anche della vita (o peggio) di alcune suore in India (lettera su quasta stessa pagina) o nel Burundi. Con ciò non voglio dire che non faccia bene a ballare e che in tal senso possa avere qualche cosa da rmproverarsi , penso però che se Gesù dovesse dare un giudizio, da uno a dieci, quanto Le darebbe?" Franco

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