Risponde il teologo
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In quali brani della Bibbia si parla dell’amore tra un uomo e una donna?

Risponde don Francesco Carensi, docente di Sacra Scrittura alla Facoltà teologica dell'Italia centrale.

In quali brani della Bibbia si parla dell’amore tra un uomo e una donna?

Scrivo a proposito del libro biblico dell’Antico Testamento che è il «Cantico dei Cantici» che sarebbe il libro del Canto più Bello perché si parla solo ed esclusivamente di amore fra un uomo e una donna. Quel libro per chi si vuole fidanzare o sposarsi può essere un ottimo mezzo per trarne spunti così da poter vivere sempre meglio e con fede la propria storia d’amore e guarda caso in quel libro non si parla quasi mai di Dio seppure presente fra i due innamorati. La domanda che voglio farle è la seguente: il libro del Cantico dei Cantici è il solo libro dove si parla di amore o ci sono anche altri libri biblici sia dell’Antico che del Nuovo Testamento dove si parla di amore?

Marco Giraldi

Il lettore chiede di parlare del tema dell’amore all’interno all’interno dei libri biblici. La domanda parte dal testo del Cantico dei Cantici che parla dell’amore di coppia. I protagonisti sono due personaggi, lui e lei, due ragazzi molto giovani che si inseguono, si rincorrono, si amano e poi si uniscono insieme. Si tratta di un poema nunziale, ispirato da Dio che è entrato a far parte del canone delle scritture. In questo libro Dio non viene mai menzionato, ad eccezione di Ct 8,7 dove si dice che l’amore è un dardo di fuoco. È strana quest’assenza in un libro biblico.

Certamente l’assenza di Dio ci può scandalizzare, ma l’intendo dell’autore è celebrare la bellezza di un amore umano che è tale perché creato da Dio. Tutto questo in polemica con il mondo greco dove si riteneva che l’amore fosse una divinità.

Un altro testo che mette in evidenza il tema della coppia è il racconto di Gen. 2,4-25. In questo secondo racconto della creazione l’essere umano è creato dalla polvere del suolo, e dallo spirito soffiato da  Dio. Ora quest’uomo vive in una solitudine, e Dio stesso riconosce che non è bene che l’uomo sia solo (Gen 2,18) ed è chiamato a vivere in compagnia. Ma è necessario un essere che non sia inferiore a lui, come gli animali ma alla pari, l’uno di fronte all’altro. Tutti conosciamo il racconto della costola, che deve essere interpretato correttamente, escludendo una lettura misogina. Secondo una lettura ebraica del testo, la costola è la parte dell’uomo più vicina al cuore. Di fronte alla donna appena plasmata, la reazione dell’uomo è un vero grido  di gioia «osso dalle mie ossa e carne dalla mia carne». Una persona come me, forte (ossa) e fragile (carne). Il Cantico dei Cantici di cui abbiamo in breve accennato esprime la gioia dell’uomo di fronte alla donna donata da Dio, ma anche viceversa: la donna grida di stupore di fronte all’amato. L’uomo lascerà il padre e la madre e i due formeranno una sola carne: vuol dire che ciascuno prenderà la fragilità dell’altro (carne indica fragilità).

Un altro testo che è interessante e che affronta questo argomento è il libro di Tobia. Il tema del libro è il cammino di una coppia, il giovane Tobia e la giovane Sara, che alla fine si sposano dopo diverse difficoltà. Entrambi hanno paura di sposarsi. Sara ci ha provato 7 volte ma ogni volta un demonio le fa morire i mariti prima di consumare l’atto sessuale. Per Tobia il problema è il padre Tobi, forse un po’ all’antica si direbbe oggi. Ma con l’aiuto del Signore si sposeranno, superando le paure. La coppia nasce quando c’è Dio da una parte che la fa incontrare e dall’altra parte quando c’è l’uomo che risponde donando se stesso. E prima di unirsi sessualmente i due sposi pregano insieme. Interessanti le catechesi di Giovanni Paolo II sul linguaggio del corpo come una liturgia (del 1984).

Altri testi dell’antico testamento sono i libri profetici. Pensiamo al libro di Osea, al capitolo 2 dove l’amore umano è metafora dell’amore di Dio. La coppia è il segno dell’amore di Dio per gli uomini. Anche Isaia 54 (tuo sposo è il tuo creatore) un testo con aspetti sponsali.

Il nuovo testamento presenta altri testi significativi. Iniziamo con i vangeli, in particolare Marco 10, il discorso che fa Gesù sul divorzio. I farisei gli chiedono se è lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie. Gesù non si mette sul piano dei suoi interlocutori che vogliono provocarlo. Risponde solo che è per la durezza del loro cuore che Mosè ha permesso all’uomo di ripudiare la moglie. Ma all’inizio non era così. E  cita il testo di Genesi 2 che abbiamo presentato. Dunque Gesù considera il matrimonio come inscritto nel progetto di Dio. Inoltre afferma che l’uomo e la donna hanno la stessa dignità, e il dovere di reciproca fedeltà. Altri testi si trovano nel discorso della montagna in Mt 5 e 19 con le famose eccezioni matteane, che non possiamo qui, per la loro complessità spiegare.

Infine abbiamo due testi di San Paolo: la lettera agli Efesini capitolo 5, dove si dice che l’amore degli sposi è il segno dell’amore di Cristo per la Chiesa. E infine in Colossesi 3,18-25  Paolo fa una parenesi per la vita domestica, e presenta  il rapporto marito moglie,  genitori e figli, basato su una reciproco servizio e obbedienza.

Francesco Carensi

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