Risponde il teologo
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Se Dio è eterno, sopravviverà anche alla fine dell’universo?

Una domanda che mescola fede e scienza. Risponde padre Athos Turchi, docente di Filosofia alla Facoltà teologica dell'Italia centrale.

Se Dio è eterno, sopravviverà anche alla fine dell’universo?

Gli scienziati ci dicono che il sole fra qualche miliardo di anni si ingrandirà fino a sconvolgere il sistema solare, compresa la Terra; e che l’intera galassia in tempi ancora più lunghi è destinata a collassare. Se non ho capito male, tutto l’universo, così come adesso si allarga dopo il Big Bang, potrebbe tornare a restringersi. Cosa sarà successo, a quel punto, dell’umanità? Ci sarà già stato il Giudizio universale e quindi vivremo in un’altra dimensione, quella celeste? E se Dio è eterno, sopravviverà anche alla fine dell’Universo? So che sono cose molto lontane, ma sarei curioso di sapere quali risposte ha elaborato il pensiero cristiano.

Umberto Sottani

Non so se ci sia mai stato un Big Bang, non so cosa potrà succedere tra qualche miliardo di anni, di cui possiamo dire di tutto e di più tanto non abbiamo possibilità di verificarlo, e non so quando sarà il Giudizio universale, perché non sono un confidente di Dio, né se il mondo sarà entrato in una dimensione spirituale o soprannaturale rispetto a quella che viviamo ora, io mi occupo di filosofia e perciò mi sforzerò di rispondere razionalmente alla domanda fin dove è possibile.

Se Dio esiste e ci ha rivelato e promesso che ci sarà un Giudizio, certamente così avverrà. Quando? Quando lo riterrà opportuno, né un giorno prima né uno dopo, come è successo per l’Incarnazione del Verbo: «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli» (Gal 4,4-5). Quale sarà quel giorno? La data esatta non ce l’ha rivelata e perciò non credo che nessuno potrà segnarla in anticipo sul calendario. Infine Dio che cosa farà? Scomparirà colla sua creazione oppure sopravviverà? Dato che ci sarà un Giudizio universale sarebbe strano che Dio si fa giudice degli uomini e poi scompare, e poi come? Insieme agli uomini o da solo…? Lasciamo allora queste domande che diventerebbero sempre più strampalate e cerchiamo di capire meglio chi sia Dio.

Dio è l’Essere che non può non essere: «Io sono colui che sono» (Es 3,14). Perché non può non essere? Perché è Indiviso! Non avendo composizione ed essendo semplice non può morire, non può non esistere, non può neppure suicidarsi neanche lo volesse fare. Un Dio del genere, comprende il lettore, non solo è eterno ma è impossibile che non lo sia.

Non solo. Ma Dio è l’Essere Assoluto. Assoluto significa che non ha legami, che non ha alcuna relazione con altre cose, e nello stesso tempo non è relativo a nulla, cioè non dipende da niente. Questo vuol dire che Dio non diventa creatore solo dopo che ha creato, ma è creatore per essenza, anche senza aver creato alcunché. Per cui che il creato ci sia o non ci sia per Lui è la stessa cosa, non cambia niente e sempre creatore rimane.

I concetti non sono facili da comprendere, ma sono molto interessanti. Detti per contrario: se Dio dipendesse dalla sua creazione, se Dio per dimostrare che è Onnipotente avesse bisogno di creare qualcosa, se Dio potesse scomparire insieme alla sua creazione… a mio avviso avrebbero ragione gli atei a prenderci in giro. Di un Dio del genere che ce ne facciamo? Se Dio è Dio, allora la creazione può scomparire tranquillamente senza che Dio ne abbia alcuna conseguenza, come del resto era prima della creazione, che il lettore sembra non prendere in considerazione.

La grandezza di Dio sta proprio nella sua indivisibilità, indivisibilità che non viene spezzata neppure dalla Trinità delle Persone di cui essa è fatta. Ed è bellissimo questo grande mistero della fede: tre Persone nonostante siano distinte tra loro formano una unità indivisa e indivisibile. Perché è importante questo? Perché se Dio fosse una natura monolitica, cioè non-Trino come credono gli ebrei e gli islamici, non potrebbe essere «Etico» ossia Amore, infatti l’Amore è una qualità intersoggettiva, cioè di persone che si amano e che sono in relazione tra loro. E l’Amore, quale carattere fondamentale della Trinità Divina, è la ragione della creazione, noi esistiamo non per il BigBang, che è una stupidaggine scientifica, ma per una estensione o un atto d’amore «etico» di Dio, entro il quale siamo coinvolti. Nessuna teoria scientifica può giustificare la presenza nell’esistenza umana del fattore «etico e morale», come sostenne Hume, e perciò se c’è, come senza dubbio c’è, esso proviene da un Dio, che dunque è un Dio Etico, cioè Trino.

Dio certamente sopravviverà alla sua creazione, come già faceva prima che il mondo fosse, semmai dobbiamo chiederci che fine faremo noi umani. Se le cose stanno come le ho espresse, allora, a prescindere da quando e da come sarà il Giudizio, anche noi siamo «eterni» di quella eternità che è relativa all’Amore divino, non perché lo possiamo condizionare, ma proprio perché ne siamo condizionati, al punto che non potremmo più essere separati: chi ci separerà dall’Amore di Dio? Né morte né vita potranno separarci dal suo Amore (cf. Rom 8,35-39).

Queste cose in altri termini ci fanno comprendere che è secondario sapere quando ci sarà il Giudizio, come sarà e cosa dopo avverrà, perché in qualche modo ogni momento della nostra esistenza vive all’interno di quel Giudizio, perché in ogni momento siamo in relazione a un atto d’Amore divino, cioè siamo sempre dentro l’Eternità divina, perché in Dio, non essendoci tempo, la morte e la vita non sono due cose contrapposte, ma un unico passaggio della esistenza umana nella sua eternità.

Athos Turchi

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