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Una relazione sintetica ma dettagliata sulle "doglianze" degli incolpati. Il processo d'appello a calciopoli davanti alla Corte federale è cominciato così, con la lettura da parte di Mario Sanino, uno dei membri del collegio giudicante di secondo grado, della sintesi dei ricorsi presentati dai club, dirigenti e arbitri. In apertura di udienza era stato letto il dispositivo della sentenza di primo grado. Ecco in diretta gli aggiornamenti sul processo d'appello, con l'intervento in aula di Diego Della Valle.

Calcio, sentenza choc

IL DISPOSITIVO DELLA SENTENZA CAF (formato pdf - 360 kb)

Il giorno dopo la sentenza della Caf che ha mandato la Fiorentina in B con 12 punti di penalizzazione rabbia e delusione sono ancora fortissimi. Sia a Firenze che dentro la società viola. Firenze ha ragione a ribellarsi, ha detto il sindaco Leonardo Domenici, ma entro confini civili. Sabato sera un fotografo è stato aggredito dai manifestanti e adesso è in gravi condizioni. Intanto i legali viola sono al lavoro, impugneranno la sentenza e presenteranno ricorso alla Corte Federale. IL DISPOSITIVO DELLA SENTENZA CAF

Attesa per l'appello

"Lascio la nazionale perché questa è la scelta più giusta per me". Così, Marcello Lippi, giovedì sera, davanti a 10 mila persone che a Viareggio lo festeggiano, ha spiegato la sua decisione. "Avevo già deciso da un mese, qualunque fosse stato il risultato, poi abbiamo vinto, così è ancora meglio. E ora faccio la cosa che mi piace di più: vado per mare". Anche in Africa, come ci raccontano i missionari, sono stati in molti a tifare Italia e a festeggiare la vittoria sulla Francia.

La «Cittadella della Pace» di Rondine, vicino ad Arezzo, si é trasformata in un club di tifosi azzurri. Giovani israeliani e palestinesi, bosniaci e croati, russi e georgiani sono uniti anche dal tifo per l'Italia. Anche la finalissima di domenica 9, contro la Francia, verrà proiettata su maxischermo dopo il concerto di chitarra del Volarondine 2006.

Berlino e Roma, la doppia finale del calcio italiano

Calcio, diretta sul maxiprocesso

La certezza di avere già in mano la vittoria ha punito l'Aquila e ha premiato la nemica storica, la Pantera che, dopo una rimonta silenziosa e non ostacolata, si è piazzata in prima posizione, con poco distacco dalla rivale, ad un metro appena dall'arrivo. Virginio Zedde, detto lo Zedde, il fantino dell'Aquila, su Ellery, una femmina di sei anni con un solo Palio corso, ha ceduto il passo sul finale, nel palio del 2 luglio.

Il "più grande scandalo della storia del calcio italiano", per dirla alla Borrelli, stavolta va in scena in mondovisione. Il giorno del maxi processo che vede alla sbarra anche la gloriosa Juventus, ma pure Milan, Lazio e Fiorentina oltre a 26 tra dirigenti e arbitri che quella storia hanno contribuito a farla, è arrivato: giovedì 29 giugno, alle 9,30, all'Olimpico, trasformato per l'occasione in un'enorme tribunale. Ecco, giorno per giorno il processo in diretta.

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Giornalisti nel pallone, una pedata allo spot

La contrada del Pantera col cavallo Choci montato dal fantino Andrea Mari, detto Brio, ha vinto il Palio di Siena dedicato alla Madonna di Provenzano, disputato il 2 luglio, superando proprio sul traguardo il cavallo dell'Aquila che aveva condotto in testa tutta la gara, fin da quando l'Istrice, che era di rincorsa, era entrata nei canapi, ottenendo anche un discreto vantaggio sugli inseguitori.

Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio a un passo dall'inferno, per ventisei tra dirigenti e arbitri il calcio resterà solo un ricordo. La bufera dei deferimenti si è abbattuta sul mondo del pallone, proprio quando l'Italia festeggiava il passaggio agli ottavi di finale dei mondiali di Germania: ad Amburgo il sogno continua, a Roma il procuratore Stefano Palazzi ha fatto invece toccare con mano l'incubo per club e tesserati finiti alla sbarra.

Calcio malato: di chi è la colpa? Vai al sondaggio

Dopo il fiume di intercettazioni telefoniche che ha messo a soqquadro il mondo del calcio italiano (con l'azzeramento di quasi tutti i suoi vertici), l'inchiesta affidata al nuovo capo ufficio indagini, il giudice Borrelli, fa fatica a decollare. A parte chi - come l'ex patron del Bologna Gazzoni - è ormai fuori da questo mondo, tutti gli altri, dagli ex designatori Bergamo e Pairetto, agli arbitri come De Santis e Paparesta, ai dirigenti delle società, agli allenatori e ai giocatori, negano ogni addebito e minimizzano le eventuali colpe. Finirà tutto in una bolla di sapone? Giorno per giorno ecco quello che sta accadendo.

Deferimenti: quattro società sotto accusa

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