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Ad oggi sono 30 gli atleti e paratleti toscani qualificati per partecipare ai Giochi olimpici e paralimpici di Rio de Janeiro 2016. I Giochi olimpici prenderanno il via il 5 agosto e le Paralimpiadi il 7 settembre. La Toscana, in quanto a numero di partecipanti, è la terza regione dopo Lombardia e Lazio. Gli auguri dell'assessore regionale allo sport Stefania Saccardi.

Firenze ospita, dal 16 al 21 luglio, la prima Olimpiade degli atleti con Sindrome di Down. Un evento unico e di grande significato per la nostra società. Mai, fino ad ora, si era pensato a dare la giusta dignità a chi è diversamente abile ma che offre lo stesso impegno e il medesimo spirito agonistico che si vede ogni quattro anni sulle piste d’atletica o in una corsia di piscina.

I Giochi Olimpici si svolgeranno dal 5 al 21 agosto, poi dal 7 al 18 settembre le Paraolimpiadi per gli sportivi con disabilità. Previsti 3 miliardi di persone che seguiranno in tv. Attesi 10 mila atleti e circa 300mila visitatori. A Rio de Janeiro ancora ritardi nella costruzione delle infrastrutture e paure per la sicurezza, sullo sfondo di una grave crisi politica ed economica. Le iniziative della Chiesa brasiliana.

Si comincia. Un mese di partite, e il 10 luglio sapremo chi avrà vinto il Campionato europeo di calcio. Ci saranno anche gli inglesi per i quali l’Europa del calcio è l’unica a cui sicuramente dire di sì. Ci sarà anche la Turchia per la quale quella del calcio è l’unica Europa che non dice loro di no. Con quale animo affrontare l’evento?

Il Csi è tra le più antiche associazioni di promozione sportiva del Paese e sta vivendo la fase congressuale. Anche il Csi della Toscana rinnoverà la sua dirigenza questa domenica, 17 aprile, nell’assemblea che si terrà a partire dalle 9.30 presso il Centro tecnico di Coverciano a Firenze. Carlo Faraci è il presidente regionale uscente e anche l’unico candidato per guidare il Centro sportivo regionale per il prossimo quadriennio.

In ricordo del grande ciclista toscano domenica 20 marzo la squadra israeliana di ciclismo professionistico ripercorrerà sui pedali la «strada del coraggio»: quei 180 km che Gino Bartali percorreva durante la seconda guerra mondiale per salvare tanti ebrei dalla deportazione.