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Il sogno del Csi è di avere una squadra in ogni parrocchia

Csi, i vescovi scendono in campo

Riparte in Toscana l'attività del Centro sportivo italiano, che compie quest'anno 70 anni di vita. Mai come negli ultimi mesi, forse, i vescovi della Toscana, hanno prestato così tanta attenzione al Centro sportivo italiano, favorendone la diffusione sul territorio. E gli iscritti hannor aggiunto una cifra record: 50 mila tesserati.

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Csi, i vescovi scendono in campo

A Livorno il vescovo Simone Giusti è presidente di un circolo sportivo diocesano. Monsignor Rodolfo Cetoloni, neo vescovo di Grosseto, è presidente di un gruppo sportivo interparrocchiale sorto a Sinalunga, nella diocesi in cui, in passato, prestava servizio. Questo venerdì a Massa il vescovo Giovanni Santucci inaugura il «nuovo» centro giovanile diocesano, la cui gestione è stata affidata al Csi e all’Azione cattolica.

Ad Arezzo l’arcivescovo Riccardo Fontana segue con particolare attenzione il «rilancio» del Csi in diocesi. Lo fa anche il cardinale Giuseppe Betori che nel recente passato ha partecipato ad un convegno su «lo sport educativo» ospitato nella sede della polisportiva nata in sena alla parrocchia Santa Caterina, mentre il suo ausiliare, Claudio Maniago, nei giorni scorsi, ha ricevuto la squadra della parrocchia di San Iacopino che a fine stagione si era recata a Roma per la fase finale della Junior Tim cup.

Mai come negli ultimi mesi, forse, i vescovi della Toscana, hanno prestato così tanta attenzione al Centro sportivo italiano, favorendone la diffusione sul territorio.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. «Ad agosto 2013, per la prima volta, il Csi ha superato i 50mila tesserati in Toscana, mentre a livello nazionale l’associazione ha addirittura superato il “muro” del milione dei tesserati» commenta Carlo Faraci, da un anno e mezzo alla guida del Csi della Toscana. Con lui proviamo a capire con quali programmi si presenta l’associazione all’inizio del nuovo anno sportivo.

I 70 anni dell’associazione
Il Csi compie settant’anni di vita. «In questa stagione sportiva, dunque, rifletteremo sulla nostra storia e sulla nostra identità» commenta Faraci «ma ci interrogheremo anche su come i nostri operatori possano rispondere sempre di più e meglio alle esigenze che provengono dalla base associativa».

In cantiere molte iniziative. «Ad esempio, nella primavera del 2014, in un unico week-end, tutti i comitati del Csi organizzeranno in contemporanea una manifestazione sportiva nella piazza principale delle loro città. Nel mese di maggio 2014, pensiamo di “trasformare” in una grande arena sportiva piazza San Pietro a Roma, portandovi migliaia e migliaia di persone».

L’attività sportiva
Il termine delle fasi locali, si svolgeranno i campionati regionali di calcio, calcio a cinque, pallavolo, pallacanestro, tennis tavolo e i gran premi di arti marziali e nuoto. Campagne di promozione ad hoc saranno studiate per la diffusione del nuoto, della ginnastica e del rugby».

Alcune discipline sportive stanno rapidamente emergendo anche grazie al Csi: è il caso, ad esempio, del Nordic Warking.

La formazione
Per promuovere sport educativo servono dirigenti ed operatori all’altezza, motivati, competenti e consapevoli del loro ruolo: per questo motivo il Centro sportivo italiano dedica particolare attenzione alla loro formazione».

Appuntamenti da segnare in agenda?
«Dall’11 al 13 ottobre organizzeremo a Lido di Camaiore - con la collaborazione dell’équipe nazionale - un importante stage formativo. Ci aspettiamo un centinaio di dirigenti provenienti da tutti i comitati. In primavera, poi, organizzeremo il tradizionale incontro regionale per arbitri e giudici di gara. A fianco a questi due appuntamenti, una miriade di iniziative di formazione territoriali, che l’èquipe regionale della formazione supporta».

Disabili
«Il Csi della Toscana ha nominato un referente regionale per il settore sport-disabili: si chiama Silvia Noci ed è presidente del Csi di Pistoia. Nell’aprile scorso abbiamo organizzato, a Lido di Camaiore, con la preziosa collaborazione della locale Misericordia “InSuperAbili”, primo meeting nazionale del sitting volley. All’evento hanno partecipato moltissimi atleti. Presente anche la nazionale di calcio amputati nata all’interno del Centro sportivo italiano».

La Toscana è stata individuata dal Csi nazionale come la regione pilota per progetti di sport sociale: attività ed eventi sportivi coinvolgeranno, durante la stagione 2013/2014, non solo disabili, ma anche anziani, minori a rischio, carcerati.

Il sogno del Centro sportivo: una squadra in ogni parrocchia

Il prossimo 19 ottobre, a Matassino di Reggello, sarà inaugurata la nuova delegazione Csi del Valdarno superiore. Una settimana più tardi, il 26 ottobre, taglio del nastro, a Portoferraio, per la delegazione dell’Isola d’Elba. Nel prossimo futuro nasceranno anche le delegazioni del Valdarno inferiore (con sede a San Miniato) e dell’Empolese.

Carlo Faraci, pisano, in pensione dopo una vita trascorsa alla Nuova Pignone a Firenze, continua a prendere il treno per recarsi in questo o quel paese, in questa o quella parrocchia: presiede ad incontri organizzativi, taglia nastri, consegna medaglie, stringe mani. Sembra un ragazzino.

Adesso il Coni regionale, su proposta del nuovo presidente Salvatore Sanzo, gli ha affidato anche l’incarico di presidente dell’Osservatorio regionale dello sport per tutti. «Una occasione che cercherò di utilizzare per chiedere maggiore attenzione allo sport di base» commenta Faraci.

Nel suo cassetto lo stesso sogno a tutti confessato anche dal presidente nazionale Massimo Achini: «vorremmo che in ogni parrocchia nascesse un gruppo sportivo». «È indubbio che la proposta educativa che il Csi rivolge ai giovani meglio si concretizza nei “luoghi educativi” per eccellenza, le parrocchie. È lì che una lettura cristiana dello sport può esprimere tutta la sua potenzialità umana, è lì che lo sport diventa davvero uno strumento per educare alla vita. L’obiettivo di un gruppo sportivo in ogni parrocchia, in Toscana come nel resto d’Italia, è più che una speranza. Abbiamo l’incoraggiamento dei nostri vescovi. L’esperienza della Junior Tim Cup dello scorso anno è stata straordinaria e ha lasciato un segno in oltre cinquanta parrocchie toscane che hanno partecipato all’iniziativa. Andiamo avanti. In generale, auspico che ogni comitato si metta a servizio della Chiesa locale e si senta pienamente inserito nella vita della diocesi. Ma la mission del Csi oltrepassa i confini della Chiesa locale e toscana: vorrei un Csi in grado, con la propria passione educativa, di contagiare tutto il mondo dello sport».

Dal presidente regionale del Csi, tramite le colonne di Toscana Oggi, arriva un saluto a tutte le società sportive, i circoli sportivi parrocchiali, i dirigenti, i tecnici, gli arbitri, i giudici di gara, gli istruttori e gli animatori: che l’attività sportiva si trasformi in una occasione per lodare il Signore del dono della vita.

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