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Il 9 novembre 2016 la visita del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei - Conferenza episcopale italiana, nelle zone terremotate dell'Umbria. Dopo la scossa terribile del 30 ottobre, Norcia e le sue frazioni sono un'enorme zona rossa. La gente nonostante le scosse non ha intenzione di abbandonare le proprie terre. E lo hanno detto al cardinale che li ha ringraziati per questo attaccamento. A Norcia, Preci, Ancarano, San Pellegrino, Campi, l'arcivescovo di Genova ha ascoltato a lungo gli sfollati, definendoli "un esempio per l'Italia" per il loro attaccamento alla terra. Bagnasco si è recato anche nella zona rossa di Norcia dove ha potuto costatare come il sisma del 30 ottobre abbia di fatto cancellato la storica chiesa di san Benedetto, la vicina concattedrale e il Municipio. La Chiesa continuerà a fare la sua parte, ha ribadito il presidente della Cei. Nessuno sarà lasciato solo.

“Avevamo bisogno di un messaggio forte. La situazione in Siria è molto grave. Basta vedere la città di Aleppo per capire che i bombardamenti sono tanti e senza pietà. Negli ultimi sei giorni abbiamo avuto 99 bambini uccisi e 203 feriti, due ospedali colpiti e 30 medici rimasti per 350mila abitanti”. Così Staffan De Mistura, inviato speciale del Segretario generale dell’Onu per la Siria, ha illustrato l’udienza di Papa Francesco ai membri degli organismi caritativi cattolici che operano nel contesto della crisi umanitaria in Siria e Iraq, riunti a Roma per il loro quinto incontro promosso da "Cor Unum". All’udienza ha partecipato anche De Mistura, secondo cui “il messaggio forte lanciato dal Papa questa mattina è che non esiste una soluzione militare. Prendere o riprendere una parte di Aleppo non vuole dire vincere la guerra. Deve vincere la pace”. Dopo il fallimento della tregua concordata tra Russia e America, “vanno trovate nuove condizioni per un altro cessate il fuoco. Non esiste alternativa – ha ribadito De Mistura parlando con i giornalisti - Eravamo a due passi dal mantenere questo cessate il fuoco, l’accordo tra russi e americani era stato serio – io ero lì con loro – trovato durante una intera notte. Chi ha voluto rompere l’accordo è chi non ha voluto che russi e americani si potessero mettere d’accordo”.
La colpa del fallimento della tregua, ha spiegato l’inviato speciale del Segretario generale dell’Onu, è sia del “presidente Assad che non aveva nessun interesse in questa tregua perché avrebbe portato all’atterramento completo della flotta aerea e degli elicotteri siriani” e sia di “chi appoggia Al Nusra che non voleva un distacco chiaro e operativo tra Al Nusra e il resto dell’opposizione”. Adesso, ha rimarcato De Mistura, “Russia e America, le due superpotenze hanno una grande responsabilità nel rispondere all’appello del Papa che ha detto che non esiste soluzione militare”. Questo significa anche, come più volte sottolineato dal Pontefice, “stop alla vendita e all’invio di armi”. In merito alla sua partecipazione alla conferenza di "Cor Unum", De Mistura ha affermato che lo spirito dell’incontro è “ricordarci che in questo momento deve essere dato aiuto per ridurre il dolore” della Siria, “e agire come un medico che ne prolunga la vita in attesa di una cura. In questo contesto l’aiuto umanitario diventa importante. Quanto alla presunta scomparsa dell'Isis, De Mistura è chiaro: "No, Isis è quello che approfitta di tutti questi conflitti e non va dimenticato. Loro non dimenticano noi"

Ad un mese dal sisma nel Centro Italia che ha quasi completamente raso al suolo Amatrice, lasciando sotto le macerie centinaia di vittime, le parole di dolore per quanto accaduto, fiducia nelle promesse delle Istituzioni e speranza di una rinascita del borgo.
Da Amatrice la parola del sindaco Sergio Pirozzi, del vescovo della diocesi di Rieti, Domenico Pompili, e del parroco don Savino D'Amelio.

“Il Papa è benvenuto. Noi lo aspettiamo”. Lo dice Salah Ramadan Elsayed, imam della Grande Moschea di Roma, riguardo alla visita annunciata che Papa Francesco dovrebbe fare alla moschea romana e la cui data - dice l'imam - sarà annunciata "prossimamente". A margine di un incontro che si è tenuto oggi alla Cei con i rappresentanti delle comunità islamiche in Italia, l’imam Salah Ramadan Elsayed dice: “Una visita del Papa alla moschea di Roma significa che il rapporto tra le religioni rivelate è forte e vero e che tutti lavoriamo per la pace e la Misericordia e che questo lavoro deve scendere al popolo. Non vediamo l’ora che il Papa arrivi. Sarà per noi un grande onore accoglierlo”. Solo due giorni fa, ad Assisi il Papa e le religioni hanno pregato per la pace e affermato che “solo la pace è santa, non la guerra”. E a questo proposito, l’imam commenta: “Nell’islam, il Corano proibisce di spargere il sangue di qualsiasi persona ed essere vivente. È scritto nei versetti ed è quello in cui noi crediamo. Spargere sangue è il crimine più grave che può commettere un uomo o una donne. Il sangue è sacro e chi uccide, Allah promette per lui il castigo nell’inferno eterno”