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I video di «The Vatican», canale che offre una copertura informativa delle principali attività del Santo Padre e degli avvenimenti vaticani più rilevanti.

“Il diritto all'acqua è determinante per la sopravvivenza delle persone e decide il futuro dell’umanità”, che rischia di andare incontro a un nuovo conflitto. E’ uno dei passaggi chiave dell’intervento pronunciato da Papa Francesco al seminario “Il diritto umano all’acqua”, promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze. Partecipando ai lavori della due giorni, il Pontefice ha chiarito che il diritto all’acqua, sicura e di qualità, “è anche un dovere con l’acqua”. Ogni Stato, infatti, dovrebbe garantire la ricerca di “soluzioni effettive, davvero capaci di superare gli egoismi che impediscono l’attuazione di questo diritto vitale per tutti gli esseri umani”. 

Fate sentire agli “sconfitti della vita” la tenerezza di Dio, e continuate ad aiutare “quanti si trovano nella prova a non sentirsi esclusi o emarginati, ma, al contrario, a camminare in prima linea, portando la testimonianza dell’esperienza personale”. In aula Paolo VI, Papa Francesco ha ricevuto l’abbraccio della Comunità di Capodarco, da 50 anni al servizio di quanti sono segnati da impedimenti mentali o fisici, o da ferite dell’anima. Il Pontefice, in particolare, ha espresso gratitudine per l’approccio dell’associazione, che “supera l’atteggiamento pietistico e assistenzialistico, per favorire il protagonismo della persona con difficoltà in un contesto comunitario non chiuso in sé stesso...".

Siate “ministri di pace e consolazione” in mezzo al popolo di Dio. E’ la raccomandazione che Papa Francesco ha rivolto ai partecipanti al corso di formazione per i parroci, promosso dalla Rota Romana. A tutti il Pontefice ha ricordato che il “matrimonio è icona di Dio” e che rappresenta il “bene primordiale della famiglia”. I parroci, quindi, devono essere misericordiosi compagni di viaggio per i giovani “che desiderano formare una nuova famiglia e sposarsi nel Sacramento del matrimonio”, per quanti “si trovano in crisi”, per coloro che “chiedono indicazioni per iniziare un processo di nullità”. 

“Non abbiate paura di percorrere le strade della fraternità e di costruire ponti tra le persone e tra i popoli, in un mondo in cui si alzano ancora tanti muri per paura degli altri. Mediante le vostre iniziative, i vostri progetti e le vostre azioni voi rendete visibile una Chiesa povera con e per i poveri, una Chiesa in uscita che si fa prossima delle persone in stato di sofferenza, di precarietà, di emarginazione, di esclusione”.

Sono parole di riconoscenza e incoraggiamento quelle che Papa Francesco ha rivolto ai membri della Délégation Catholique pour la Coopération, incontrati nella Sala dei Papi.

“In Dio, giustizia è misericordia e misericordia è giustizia”. Commentando l’odierno Vangelo di Matteo, durante la messa mattutina a Santa Marta, Papa Francesco ha ricordato che in Gesù non solo c’è la verità, ma anche la misericordia. Ed è proprio questa la strada che il Figlio di Dio ci insegna a percorrere, nonostante le difficoltà e le tentazioni.

Gesù è molto duro con chi dà scandalo, con chi scandalizza i piccoli che si fidano del Signore. Quindi chi ha una doppia vita nascosta non rimandi la conversione. Lo ha sottolineato Papa Francesco nell’omelia della messa del mattino celebrata a Casa Santa Marta, commentando i temi proposti dalla liturgia del giorno e il brano del Vangelo di Marco nel quale Gesù ammonisce i discepoli a non dare scandalo ai piccoli.

Lasciandoci prendere dall’egoismo, noi esseri umani abbiamo rovinato il creato che ci è stato affidato da Dio. Abbiamo corrotto la creazione, rendendola schiava, sottomessa alla nostra caducità. Ma anche in questo quadro desolante il Signore non ci lascia soli, ci offre una prospettiva nuova di salvezza universale. Lo ha ricordato Papa Francesco nella catechesi dell’udienza generale tenuta in Piazza San Pietro, sul tema “nella speranza ci riconosciamo tutti salvati”.

Destano particolare apprensione le dolorose notizie che giungono dal martoriato Sud Sudan, dove ad un conflitto fratricida si unisce una grave crisi alimentare che condanna alla morte per fame milioni di persone, tra cui molti bambini. In questo momento è più che mai necessario l’impegno di tutti a non fermarsi solo a dichiarazioni, ma a rendere concreti gli aiuti alimentari e a permettere che
possano giungere alle popolazioni sofferenti. Il Signore sostenga questi nostri fratelli e quanti operano per aiutarli.

Accogliere, proteggere, promuovere e integrare: questi i temi forti del discorso di Papa Francesco ai partecipanti al Forum internazionale: “Migrazione e pace”, che si svolge presso la Camera dei Deputati a Roma sul tema “Integrazione e sviluppo: dalla reazione all’azione”. Il Pontefice ha ricordato che migrare è “anelito alla felicità” e che i flussi migratori di oggi, frutto di guerre, persecuzioni, cambiamenti climatici, violenze e povertà, costituiscono il più vasto movimento di tutti i tempi. Accogliere vuol dire vedere nell’altro un fratello da aiutare anche con l’apertura di corridoi umanitari sicuri e fornire spazi adeguati e decorosi.

Il Signore ci difenda dalla tentazione dell’ambizione, dal sentirci più grandi degli altri, e ci dia la grazia della “santa vergogna” di fronte alla tentazione di usare il Signore per arrampicarci, che coinvolge tutti, anche la comunità ecclesiale. E’ stata la preghiera con la quale Papa Francesco ha concluso l’omelia della Messa del mattino celebrata a Casa Santa Marta. Commentando la pagina del Vangelo di Marco che racconta la discussione tra i discepoli su chi fosse il più grande tra loro, il Papa ha sottolineato che volevano seguire il Signore, ma si rendevano conto che il servizio a Cristo non era così facile.