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I video di «The Vatican», canale che offre una copertura informativa delle principali attività del Santo Padre e degli avvenimenti vaticani più rilevanti.

Il Signore ci conceda “di andare sulle strade dello Spirito senza compromessi, senza rigidità, con la libertà di annunciare Gesù Cristo come Lui è venuto: in carne”. E’ uno dei passaggi chiave dell’omelia pronunciata da Papa Francesco durante la messa celebrata a Santa Marta. Partendo dall’incontro di Nicodemo con Gesù e dalla testimonianza di Pietro e Giovanni dopo la guarigione dello storpio, il Pontefice ha rimarcato la concretezza della nostra fede e che assecondare lo Spirito Santo vuol dire seguirne la voce, pur senza sapere dove ci condurrà.

Ogni domenica facciamo memoria della risurrezione del Signore Gesù, ma in questo periodo, dopo la Pasqua, la domenica si riveste di un significato ancora più illuminante. Lo ha sottolineato Papa Francesco in Piazza San Pietro, prima della recita del Regina Caeli. Commentando il Vangelo del giorno, che racconta l’apparizione di Cristo risorto ai discepoli riuniti al cenacolo, il Pontefice ha riflettuto sul primo compito che il Signore trasmette alla sua Chiesa: portare a tutti l’annuncio concreto del perdono. Questo segno visibile della sua misericordia, ha rimarcato Papa Bergoglio, porta con sé la pace del cuore e la gioia dell’incontro rinnovato con il Signore.

Una folla festante ha accolto Papa Francesco nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, nel cuore di Roma, per la celebrazione della Liturgia della Parola in memoria dei Nuovi Martiri del XX e XXI secolo, promossa dalla comunità di Sant’Egidio.
La lettura dei tre brani dal Libro dell’Apocalisse è stata intervallata dalle testimonianze di amici e familiari di cristiani uccisi perché seguaci di Gesù, uomini che hanno avuto la grazia, ha sottolineato Papa Francesco durante l’omelia, di confessare il Signore fino alla fine, fedeli alla forza mite dell’amore.

I pastorelli di Fatima, Francesco e Giacinta Marto, saranno proclamati santi il 13 maggio prossimo. Lo ha annunciato Papa Francesco nel Concistoro ordinario pubblico per il voto su alcune cause di canonizzazione, che si è tenuto nel Palazzo Apostolico Vaticano. La canonizzazione avverrà durante il viaggio apostolico del Papa a Fatima nel centenario della prima Apparizione della Vergine. Quando la Madre di Dio apparve a Francesco e Giacinta , nel 1917, i due, fratello e sorella, avevano 8 e 7 anni e assieme a loro era presente la cugina Lucia Dos Santos, 10 anni. Tra anni dopo Francesco e Giacinta morirono per l’epidemia di influenza “spagnola”, mentre Lucia è scomparsa a 98 anni nel 2005.

Da quando Gesù crocifisso è risuscitato, cambiando la storia e il cosmo, l’ultima parola non è più della morte, ma della vita, e noi siamo chiamati ad essere uomini e donne nuovi secondo lo Spirito, “affermando il valore della vita”. Lo ha sottolineato Papa Francesco in Piazza San Pietro, prima della preghiera mariana del Regina Caeli, che, dal Lunedì dell’Angelo e per 50 giorni, fino a Pentecoste, prende il posto dell’Angelus.
E’ diretto anche a noi l’invito dell’Angelo alle donne a fare presto e ad andare ad annunciare agli uomini e alle donne del nostro tempo il messaggio di speranza della resurrezione di Cristo.

Il Pastore Risorto non si stanca di cercare noi, fratelli smarriti quando ci lasciamo dominare dal peccato, e ci prende sulle spalle, attirandoci sulla sua via, quella della vita. Lo ha ricordato Papa Francesco nel messaggio pasquale Urbi et Orbi pronunciato dalla Loggia della benedizione della Basilica vaticana al termine della messa della Domenica di Pasqua, dopo aver attraversato in papamobile Piazza San Pietro piena di fedeli. Il Papa ha ricordato che il Risorto si fa carico di chi è smarrito tra solitudine ed emarginazione, attraverso fratelli e sorelle che sanno avvicinarsi con rispetto e tenerezza. E anche di chi è vittima di antiche e nuove schiavitù e della violenza in casa.

In una piazza San Pietro trasformata in un giardino fiorito dai 35mila fiori che da più di trent’anni vengono portati dall’Olanda per le celebrazioni pasquali, è risuonato l’annuncio, il canto della Chiesa “Gesù è Risorto”. Lo ha cantato il diacono nel rito del Resurrexit, all’inizio della messa della domenica di Pasqua, mentre veniva scoperta l’icona acheropita del Salvatore, e lo ha ripetuto Papa Francesco in un’ omelia a braccio. La Chiesa, ha detto, non cessa di dire alle nostre sconfitte, ai nostri cuori chiusi e timorosi: “Fermati, il Signore è risorto”. Ma allora, si è chiesto il Pontefice, come succedono tante disgrazie, malattie, tratta di persone, guerre, vendette, odio?

Questa notte ci chiama ad annunciare il palpito del Risorto. Cristo vive! Oggi ognuno di noi è entrato nel proprio sepolcro. Vi invito ad uscire. Andiamo ad annunciare che il Signore “è vivo è vuole risorgere in tanti volti che hanno seppellito la speranza, hanno seppellito i sogni, hanno seppellito la dignità. E se non siamo capaci di lasciare che lo Spirito ci conduca per questa strada, allora non siamo cristiani”.
Così Papa Francesco ha concluso l’omelia della Veglia Pasquale, celebrata nella Basilica di San Pietro nella quale ha accompagnato i fedeli nel sepolcro con Maria di Magdala e l’altra Maria. 

“O Cristo, torniamo a Te anche quest’anno con gli occhi abbassati di vergogna e con il cuore pieno di speranza”. Con questa invocazione Papa Francesco ha concluso la tradizionale Via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo, alla quale hanno partecipato circa ventimila fedeli. Con il Pontefice hanno seguito la meditazioni delle 14 stazioni curate dalla biblista francese Anne-Marie Pelletier, che ha descritto la cattiveria del mondo e il dramma delle guerre, dei migranti, delle famiglie lacerate e dei bambini violentati. 
Quindi il Papa ha espresso nella sua preghiera la vergogna di tutti i cristiani.