Musei d'arte sacra
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Museo del Santuario del SS. Crocifisso a Borgo a Buggiano

Parole chiave: musei d'arte sacra (92)

di Ornella Casazza

La chiesa di S. Pietro a Borgo a Buggiano, meglio nota come Santuario del SS. Crocifisso per via dell'immagine che vi si conserva e che secondo le vecchie cronache, nel 1399 “gittò sangue da più parti del capo”, sorge sull'antica strada che da Pistoia porta a Lucca.

Per meglio venerare la Sacra Immagine, l'antica chiesa propositurale fu rinnovata all'interno con l'approvazione della Magistratura dei Nove di Firenze, nella seconda metà del secolo XVIII, perdendo ogni traccia medioevale. I lavori furono affidati all'architetto comasco Antonio Zanone e le decorazioni a stucco ai maestri Giuseppe Vannetti e Matteo Arrighi, anch'essi lombardi, che realizzarono delicati e raffinati raccordi di candidi stucchi e di colori rosati e verdi secondo un gusto tipico dell'età lorenese. A lavori ultimati, il 2 agosto 1772 il miracoloso Crocifisso venne solennemente traslato dalla chiesa dei Carmelitani di Montecatini alto, nella sede attuale, dietro l'altare maggiore, dentro una elegante nicchia marmorea per concessione del Granduca.

Il Crocifisso è affiancato da due statue in terracotta dipinta della fine del XV secolo raffiguranti la Vergine e San Giovanni, di grande interesse per la plasticità del modellato di cultura verrocchiesca.

La storia narra che in tempi di cruente lotte di fazione, nel periodo delle processioni dei penitenti bianchi pellegrinanti per l'Italia, il 18 agosto 1399 una devota vecchietta raccolta a pregare la Sacra Immagine, lo vide “grondar vivo sangue” dalla fronte, dal costato, dalle mani e dai piedi. Colpita da tale prodigio si mise a gridare “miracolo, miracolo”, richiamando il popolo che accorse a pregare. Il miracolo servì così a sedare gli animi dei combattenti e a placare le contese. Ancora oggi a quella data si celebra la festa del Crocifisso, venerato attraverso i secoli da tutta la gente del luogo.

L'opera, collocabile nella prima metà del trecento si rifà a modelli stilistici lucchesi e pisani. Il grande numero di crocifissi lignei policromi diffusi in Valdinievole porta a ipotizzare l'esistenza in questa zona di una attiva scuola lucchese per la produzione di sculture devozionali.

Nella sagrestia e nei locali adiacenti nel 1982 è stato allestito un piccolo e interessante museo che raccoglie gli oggetti più preziosi del Santuario quali i pregevoli reliquiari settecenteschi, i candelieri di bronzo del XVII secolo e preziosi arredi sacri provenienti anche dalle chiese di Stignano e di Buggiano Castello. Da Stignano provengono i sei candelieri seicenteschi in bronzo dorato a base circolare, la croce stazionale settecentesca in argento sbalzato e cesellato, con decorazione di volute e teste di cherubini nei terminali dei bracci, opera di pregevole artigianato orafo toscano dei primi anni del XVIII. All'esterno dei bracci di croce corre una decorazione a giorno di volute e riccioli intrecciati.

Appartengono alla chiesa di S. Maria della Salute e S. Nicolao di Buggiano Castello e al suo Museo costruito nel 1960, attualmente in restauro, la preziosa Reliquia di Santa Flavia, di manifattura toscana del secolo XV, in argento cesellato, di forma circolare e decorata, con quattro pietre a formare una croce; al centro un piccolo smalto rappresenta la Vergine in pietà con il Cristo morto sulle ginocchia; il prezioso Reliquiario di San Nicola di Bari del 1407, di produzione fiorentina; una piccola pace del secolo XVI di elegante manifattura toscana, in bronzo con l'immagine del Cristo in pietà che sorge dal sepolcro, incorniciata da una forma a tempietto con timpano, dentro il quale è sbalzata una testa d'angelo, con paraste fiancheggiate da volute ai lati e con zoccolo decorato al centro con un ricco motivo floreale; una navicella d'argento decorata con un giro di fogliette lanceolate, di raffinata manifattura toscana del secolo XVII; una navicella in argento sbalzato e cesellato del secolo XVII con volute a motivi floreali a ghirlanda e stemmi, recante la sigla “O.P.A.”, indicante la committenza laicale che curava la manutenzione della chiesa; un turibolo datato 1728 in lamina d'argento sbalzata e traforata.

Nel secolo XVII Ugo di Toscana impresse il suo stemma nel prezioso ostensorio in argento cesellato con base polilobata e la raggiera in lamina con quattro teste di cherubini, e nella pisside in ottone cesellato con coppa in argento, a base circolare decorata di foglie lanceolate.

Ancora da Buggiano Castello provengono un prezioso dittico su tavola raffigurante la Deposizione, coperta da un monocromo lumeggiato d'oro raffigurante la Crocifissione, e un antico piatto di Limoges del secolo XIII, raffigurante all'interno, entro forme quadrilobate e smaltate, ormai consunte, i quattro evangelisti e i cinque dipinti su rame raffiguranti Maria Maddalena, della seconda, metà del XVI secolo, Maria Maddalena col Crocifisso, la Vergine col Bambino e San Giovannino, il Matrimonio mistico di Santa Caterina, Santa Caterina d'Alessandria.

Appartengono al Santuario del SS. Crocifisso numerosi calici di pregevole arte orafa toscana in argento sbalzato e cesellato della fine del XVII: uno di essi presenta alla base una decorazione con tre teste di cherubini alternate a tre cartigli con i simboli della passione: frusta, lancia e scala; un calice in argento sbalzato e cesellato con coppa dorata della prima metà del secolo XVIII, il calice con coppa dorata che reca la data 1600 incisa sulla base decorata di tre teste di cherubino alternate a tre medaglioni entro i quali sono raffigurati la Crocifissione, la Maddalena e un Santo e recante l'iscrizione che indica la committenza: “Societas-S. Mariae Magdalenae de Piscia”. Una committenza pesciatina a documentare quanto estesa fosse in Valdinievole la devozione verso il Crocifisso di Borgo a Buggiano.

Una copertina di messale di velluto di seta con rapporti di argento sbalzato che raffigura al centro, nel verso la Crocifissione e nel recto una figura a cavallo è opera del primo ventennio del secolo XVIII e ricopre un messale datato 1856, certamente legata al culto e alla venerazione del SS. Crocifisso di Borgo, commissionato dalla Compagnia delle 5 piaghe e la pregevole croce astile processionale del secolo XV-XVI, sempre proveniente da Buggiano Castello, in lamina d'argento sfaccettata e cesellata.

Di rilevanza storica quale ricordo di un nobile polacco ammiratore del musicista Lorenzo Perosi, il calice in argento dorato e decorato con smalti policromi di gusto neogotico recante sul bordo della base la scritta “A M gr L Perosi offre il Conte Costantino Zamysky Varsavia 31. III. 1903”.Tra i tessuti liturgici si segnalano una pianeta della prima metà del ‘600 in velluto su fondo a raso e ornamenti in filo d'oro e una pianeta del primo settecento con fondo damascato a raso e broccato d'oro.

© TOSCANAoggi 2000

Museo del Santuario del SS. Crocifisso a Borgo a Buggiano
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