Toscana

60° LIBERAZIONE, 29 ISTITUTI TOSCANI SULLE TRACCE DEGLI EPISODI MENO NOTI

Sono partiti dagli innumerevoli cippi e dai piccoli monumenti disseminati per le città e le campagne toscane, per risalire a persone, racconti, testimonianze dirette degli episodi noti e meno noti che hanno fatto la Resistenza e la Liberazione nella nostra regione. Ora i loro lavori saranno raccolti e messi a disposizione di tutti. Gli autori sono studenti toscani di un po’ tutte le età, dalle scuole elementari alle superiori. Le loro produzioni, sui supporti più vari, dai filmati VHS ai DVD, ai CD-Rom, a cartelloni e plastici oltre che alle ricerche cartacee, sono state presentate oggi in Consiglio regionale, alla presenza del vicepresidente dell’assemblea toscana, Enrico Cecchetti, e della presidente della commissione Attività culturali, Lucia Franchini. Un centinaio gli studenti presenti, più gli insegnanti, in rappresentanza delle 29 scuole che hanno aderito al progetto, legato alle celebrazioni per il 60° anniversario della Resistenza e della Liberazione. Punto comune di tutte le ricerche, il tentativo di andare oltre a quello che si legge sui libri di storia, per incontrare direttamente i testimoni di quegli anni e magari riscoprire nei nonni, nei parenti, negli anziani dei propri paesi i protagonisti di storie che rischiavano di essere dimenticate. Così, la scuola media Papini-Machiavelli di Firenze ha recuperato diari, lettere, fotografie e testimonianze e ha composto un ipertesto intitolato “La storia siamo noi”; i ragazzi del circolo didattico di Aulla hanno scoperto proprio a due passi dalla scuola un monumento ai caduti, e sono andati dai fotografi del paese a curiosare tra i loro repertori storici, alla ricerca di documenti sulla linea gotica; l’istituto Buonarroti di Carrara ha messo in scena una rappresentazione teatrale sulla partecipazione delle donne alle lotte di quegli anni. E ancora, il liceo scientifico Gramsci di Firenze ha raccolto in un filmato le interviste ai partigiani dell’Anpi, le immagini di repertorio e altro materiale girato sul Monte Giovi e al cimitero militare della Futa, mentre la scuola media di Bientina e l’ITC di Pontedera si sono concentrati sull’eccidio di Piavola, nel territorio del comune di Buti (PI), realizzando ricerche e interviste filmate.

“La partecipazione è stata decisamente superiore alle aspettative, sia per la quantità di progetti presentati che per la qualità – ha commentato il vicepresidente Cecchetti – Incontrando i giovani di allora, i ragazzi di oggi comprendono, più che dai libri, il valore dell’impegno e l’importanza di non dimenticare. Anche per questo vogliamo raccogliere e rendere disponibili queste preziose ricerche e rilanciare una nuova edizione del progetto per il prossimo anno scolastico”. “Avete aperto delle pagine di storia non scritte – ha detto Lucia Franchini rivolgendosi ai ragazzi – testimoniando anche il valore di pratiche didattiche e di apprendimento diverse dalle solite”.

Apprezzamento per i lavori svolti è stato espresso anche da Ivano Tognarini, presidente dell’Istituto storico della Resistenza in Toscana, e da Mila Pieralli, presidente dell’Anpi di Firenze. Alla giornata, coordinata da Lauro Seriacopi, dell’Ufficio scolastico regionale, hanno preso parte anche alcuni membri del Parlamento regionale degli studenti, che hanno presentato un video e una mostra fotografica realizzati dopo essere stati in Polonia col Treno della memoria. (cs-ab)