Toscana
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A Fiesole la partita dell'accoglienza con le «Super Aquile» della Nigeria

Stasera alle 21 presso l'impianto delle Caldine la partita tra una rappresentanza del Comune di Fiesole e la squadra composta dai dodici migranti fuggiti dal loro paese d'origine da oltre due mesi ospiti del Seminario

A Fiesole la partita dell'accoglienza con le «Super Aquile» della Nigeria

In questi tempi di calciomercato e di amichevoli estive c’è sicuramente una partita da non perdere. Si gioca questo venerdi alle 21 all’impianto «Poggioloni» delle Caldine a Fiesole. È una partita «internazionale». Si affronteranno in questo duello calcistico una rappresentanza del Comune (assessori, consiglieri e dipendenti comunali) e le «Super Aquile» della Nigeria. La compagine africana è composta dai dodici migranti ospiti del Seminario vescovile che giocheranno la partita insieme ad alcuni membri della comunità del Seminario stessa.

Sarà l’occasione per far sentire la vicinanza della popolazione fiesolana (e non solo) a questi giovani di religione cristiana che hanno attraversato il deserto e il mare, facendo un viaggio drammatico, per arrivare nel nostro paese in cerca di aiuto. Sono sbarcati a Lampedusa ad aprile scorso. Da maggio sono ospiti del Seminario.

I dodici migranti si stanno integrando bene grazie all’impegno della comunità del Seminario. Seguono un corso di italiano e aiutano il Seminario e il Comune con piccoli lavoretti nel capoluogo.

Il Rettore del Seminario mons. Gabriele Bandini – che sarà uno degli undici in campo con le «Super Aquile» – commenta in maniera molto positiva l’iniziativa della partita di calcio. «La situazione di queste persone – sottolinea – non è semplice: hanno lasciato tutto, famiglia e affetti per arrivare in un posto sconosciuto dove è presente un’altra cultura. Qui da noi si trovano bene. Ma il fatto che la legge gli impedisca di lavorare li fa sentire sospesi e non è certo piacevole».

La partita di oggi, continua don Bandini, «è importante per conoscere il territorio e soprattutto per sentirsi accolti da tutt la gente e non solo da coloro che gravitano intorno al Seminario». «Queste iniziative – conclude il Rettore – permettono ai nostri amici nigeriani di non sentirsi guardati con sospetto, ma invece di essere parte del contesto comune».

Sicuramente una partita di calcio è il modo migliore per avvicinare ulteriormente due mondi lontani, ma che possono parlare la stessa lingua, quella universale dello sport e in particolare di una palla che rotola tra 22 giocatori.

La gara è stata pensata e fortemente voluta dall’assessore ai servizi ai cittadini con delega al sociale, Francesco Sottili. «Volevamo far sentire a queste persone la nostra vicinanza – spiega l’assessore – e che fanno parte della comunità e quale miglior modo che una partita di calcio in cui alla fine ci scambieremo le maglie. Il buon esito dell’accoglienza di questi dodici migranti si deve alla collaborazione del Seminario vescovile e alla riuscita del progetto toscano di ospitare queste persone in piccole strutture che permettono un miglior inserimento nel tessuto sociale. Speriamo che gli abitanti del nostro comune accorrano numerosi per vedere all’opera in maglietta e pantaloni corti i loro rappresentanti».

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